Siccità, frana sul Cervino: conclusa l’evacuazione di 13 alpinisti | VIDEO

Un crollo di pietre si e verificato oggi poco dopo le 17.30 dalla cresta del Leone, a 3.715 metri di quota, coinvolgendo parte della via normale italiana al Cervino

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In base a quanto appurato sino ad ora dal soccorso alpino valdostano non ci sono persone coinvolte nella frana staccatasi nel tardo pomeriggio sul Cervino, dalla zona della Testa del Leone (3.715 metri). Si è conclusa poco prima delle ore 21 l'evacuazione in elicottero dei 13 alpinisti, tutti stranieri, che si trovavano lungo la via normale italiana del Cervino al momento del distacco di una frana nella zona della Testa del Leone (3.715 metri). Le operazioni sono state condotte dal soccorso alpino valdostano e dal soccorso alpino della Guardia di finanza di Cervinia.

Due cordate che al momento del crollo si trovavano più in basso rispetto alla frana hanno spiegato ai soccorritori di non aver visto altri alpinisti dietro di loro. Versione che è stata confermata dagli scalatori che erano a monte del punto del crollo, a Capanna Carrel (3.830). Domani è attesa un'ordinanza di chiusura temporanea della via normale per consentire di valutare ai geologi le condizioni della montagna. Dal 20 luglio scorso le guide alpine hanno sospeso le salite lungo l'itinerario proprio per il rischio di crolli legato alla siccità ma alcuni alpinisti tentano comunque la scalata alla 'Gran Becca'.

Il sindaco valuta una stretta

"Sicuramente ci sarà un qualcosa, stiamo definendo come". Così il sindaco di Valtournenche, Jean Antoine Maquignaz, contattato dall'ANSA, commenta l'ipotesi di adottare misure a seguito della frana caduta nel pomeriggio dalla zona della Testa del Leone (3.715 metri), sul versante italiano del Cervino, attraversando anche la via normale. Dal 20 luglio le guide alpine non accompagnano più i loro clienti proprio per il rischio di crolli, ma diversi alpinisti continuano a percorrere la via. Nel 2015 il suo predecessore aveva chiuso con un'ordinanza la via italiana alla vetta per poco più di due settimane, tra la fine di luglio e Ferragosto, a seguito di alcune frane cadute a 3.000 metri di quota nella zona della Cheminèe.