Siccità in Germania, livello del Reno sceso a 40cm: sempre più difficile navigare

La situazione, già grave di per sé, rischia di avere ripercussioni ancora più pesanti alla luce della riduzione dei flussi di gas russo

La siccità colpisce il Reno, creando importanti problemi al trasporto commerciale della Germania. Oggi a sud di Coblenza, nel punto di misurazione della strettoia di Kaub, è stato rilevato un livello dell’acqua di 45cm mentre nella strozzatura di Kaub è sceso a 40cm. E per lunedì 15 agosto, sarebbero previsti solo 33cm, secondo quanto riporta Spiegel. 

I punti di misurazione non indicano le parti più profonde del letto del fiume, ma anche quelle sono sempre più ridotte. Il BfG, Istituto federale idrologico, ha spiegato che le chiatte possono ancora attraversare il Reno fino a un livello d’acqua di circa 30-35 centimetri nel punto di Kaub. Come riporta la Frankfurter Allgemeine Zeitung, il problema è che le imbarcazioni devono ormai muoversi in acque poco più profonde di 1,5 metri e sono già costrette a ridurre del 30-40% i loro carichi di merci e ciò comporta costi aggiuntivi. 

Le preoccupazioni nascono anche dal fatto che via fiume viene trasportata una parte del carbone sempre più necessario per rispondere alla crisi energetica tedesca. Il Ministero dei Trasporti ha già annunciato di voler organizzare, con il Ministero dell’Economia, trasporti alternativi su rotaia. Secondo un’anticipazione, il Presidente dell’Amministrazione federale tedesca delle vie navigabili, Hans-Heinrich Witte, ha comunque dichiarato alla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung che non si aspetta ugualmente la cessazione del traffico marittimo sul Reno. “Teoricamente è possibile, ma non credo sia probabile“, ha detto Witte.  

La situazione, già grave di per sé, rischia di avere ripercussioni ancora più pesanti alla luce della riduzione dei flussi di gas russo, che costringono Berlino ad aumentare il ricorso al carbone e ad altre fonti di energia. Come scrive Bloomberg, “il Reno, per secoli un pilastro delle economie tedesca, olandese e svizzera, è destinato a diventare praticamente impraticabile in un punto chiave alla fine di questa settimana, ostacolando i vasti flussi di diesel e carbone. Anche il Danubio, che si snoda per circa 2.890 chilometri attraverso l’Europa centrale fino al Mar Nero, è intasato, con conseguenti ostacoli al commercio di grano e altri commerci“.  

E la siccità sta impattando anche sull’energia e l’agricoltura in vari Paesi europei. “La crisi energetica della Francia è peggiorata perché il Rodano e la Garonna sono troppo caldi per raffreddare efficacemente i reattori nucleari e il Po italiano è troppo basso per irrigare le risaie e sostenere le vongole”, ha sottolineato Bloomberg.