La Regione Marche ha inoltrato al Dipartimento nazionale di Protezione Civile la richiesta per la dichiarazione dello stato di emergenza per l’intero territorio a seguito della crisi idrica che sta colpendo la regione, anche in previsione di un rapido peggioramento della situazione per la scarsità di precipitazioni attese nelle prossime settimane. La richiesta, sottoscritta dal Governatore Francesco Acquaroli e dall’assessore alla Protezione Civile Stefano Aguzzi, è accompagnata dalla documentazione redatta dalla direzione Ambiente e Risorse idriche e dalla Protezione Civile e Sicurezza del territorio regionali.
Nella documentazione inviata, sia i Comuni che gli Ato hanno evidenziato le spese e gli interventi messi in campo per fronteggiare la crisi idrica. Si stimano circa 700.000 euro di spese straordinarie da parte dei Comuni e 5,5 milioni di euro da parte degli Ato, oltre a circa 10 milioni di euro, sempre da parte di questi ultimi, da destinarsi a interventi strutturali in prospettiva. Le situazioni più difficili si registrano nelle province di Pesaro Urbino e di Ascoli Piceno per l’approvvigionamento di acqua idropotabile. La provincia di Macerata è toccata da una serie di situazioni di disagio nelle aree di montagna, legate soprattutto all’approvvigionamento idrico per gli animali. In queste zone la Regione, tramite la Protezione Civile regionale, sta mettendo a disposizione dei Comuni interessati due autobotti. Minori disagi si registrano per le province di Ancona e Fermo.


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