Temperature record e siccità stanno colpendo la Somalia con conseguenze drammatiche: da inizio 2022, un milione di persone è stato costretto a lasciare la propria casa. Lo hanno reso noto l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (UNHCR) e il Consiglio norvegese per i rifugiati (NRC), sottolineando che ad essere flagellati da una siccità senza precedenti negli ultimi 40 anni sono anche Etiopia e Kenya, nel Corno d’Africa.
In particolare, da inizio 2022 gli sfollati del clima in Somalia sono diventati 755 mila, che se sommati a quelli dell’anno precedente diventano un milione. “Questa pietra miliare di un milione di persone è un enorme campanello d’allarme”, ha dichiarato Mohamed Abdi, direttore di NRC in Somalia, riferendo che “la carestia ora perseguita l’intero Paese. Vediamo sempre più famiglie costrette a rinunciare a tutto perché nei loro villaggi non c’è letteralmente né acqua né cibo”. Abdi ha chiesto alla comunità internazionale di “aumentare urgentemente i finanziamenti per gli aiuti prima che sia troppo tardi”.
Secondo le due organizzazioni, da due anni la Somalia vive una siccità storica, una situazione che non si vedeva da più di 40 anni. In base alle stime, il numero di persone in situazione di insicurezza alimentare estrema aumenterà da circa 5 milioni a oltre 7 milioni nei prossimi mesi. Uno scenario esacerbato dagli effetti del cambiamento climatico e dall’aumento dei prezzi alimentari dovuto al conflitto in Ucraina.
Pesa anche l’insufficienza di aiuti umanitari per far fronte a questa nuova emergenza, che si somma ad altre pregresse. Lo scorso giugno, l’UNHCR aveva riferito di aver bisogno di 42,6 milioni di dollari per aiutare 1,5 milioni di sfollati interni, rifugiati e membri delle comunità ospitanti colpite dalla siccità in Etiopia, Kenya e Somalia. Di questo importo, 9,5 milioni sono destinati a programmi in Somalia, ma i fondi tardano ad arrivare.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?