Maltempo Trentino Alto Adige: Val di Fassa e Val Badia travolte da frane e nubifragi, numerosi interventi in corso | FOTO

In corso le operazioni di brillamento del masso di circa 25 metri cubi a monte dell’abitato di Muncion

MeteoWeb

Sta proseguendo ininterrottamente dalla serata di ieri il lavoro dei Vigili del fuoco con il personale della Protezione civile del Trentino, in seguito alla bomba d’acqua che ha interessato la zona di San Giovanni e Mazzin di Fassa. Le operazioni sono coordinate dai sindaci dei due Comuni – in stretto collegamento con il presidente della Provincia autonoma di Trento e il dirigente generale della Protezione civile, foreste e fauna, Raffaele De Col – con l’ispettore dell’Unione distrettuale Fassa Alessandro Pellegrin, i comandanti di Pozza di Fassa Andrea Winterle, Vigo di Fassa Franco Pellegrin e Mazzin, Silvano Bernard, oltre al presidente della Federazione dei Vigili del fuoco volontari del Trentino, Giancarlo Pederiva.

Attualmente i residenti di Vigo di Fassa e Muncion sfollati sono una ventina, mentre sono meno di un centinaio gli ospiti di due alberghi e di un residence lambiti dalle colate di fango accolti temporaneamente dalla Croce Rossa. Nella notte erano state ospitate negli spazi della palestra comunale di Pozza di Fassa 211 persone. Circa 40 sfollati di Campitello di Fassa sono invece già rientrati nelle loro case. La Protezione civile è al lavoro per fare in modo che, nel più breve tempo possibile, si possa garantire il rientro dei residenti nelle loro case e la ripresa delle attività ricettive interessate.

Nel frattempo, la Strada statale 48 è stata riaperta, mentre sono in corso di ultimazione i lavori di pulizia, grazie alla collaborazione tra i Vigili del fuoco volontari ed il Servizio Gestione Strade della Provincia.

Alla luce della sua instabilità, sono in corso le operazioni di brillamento del masso di circa 25 metri cubi a monte dell’abitato di Muncion. La raccomandazione è di non addentrarsi nelle zone interessate dagli smottamenti per evidenti motivi di sicurezza, anche alla luce dell’allerta gialla emessa dalla Protezione civile del Trentino. In mattinata, nel corso di una riunione operativa coordinata dai dirigenti dei Servizi provinciali Prevenzione rischi e Cue, Stefanio Fait e del Servizio antincendi e protezione civile Ilenia Lazzeri, sono state individuate le soluzioni per la messa in sicurezza delle strutture evacuate.

 

Sopralluoghi in corso anche in Alto Adige, nelle zone colpite ieri pomeriggio da un violento nubifragio. L'area intorno a San Martino in Badia è stata la più colpita: in un'ora, a partire dalle 17:20, sono caduti quasi 100 mm di precipitazioni per metro quadro. Per fare un confronto: a Bolzano, la quantità più alta di precipitazioni registrata finora è stata di 112 mm per metro quadrato nella notte tra il 31 gennaio e il 1° febbraio 1986, nell'arco di 24 ore. La situazione meteo è migliorata nella serata, ma oggi pomeriggio sono previsti e possibili nuovi temporali.

Nella zona di Fleres è esondato il torrente Korbbach. Il materiale trasportato dal torrente ha coinvolto alcune case ed una stalla. Nella zona di Sorafurcia di Valdaora alcune auto sono state coinvolte da una frana. Per fortuna gli occupanti delle auto, in parte turisti, hanno potuto abbandonare per tempo le autovetture. In Val Badia è stato evacuato preventivamente un albergo. Gli occupanti sono stati alloggiati in altre strutture nella zona di Brunico. A San Vigilio di Marebbe, dove oggi si è verificata una nuova colata detritica dal rio Ciamaur, sono stati danneggiati alcuni ponti. Alcune vetture sono rimaste bloccate tra le frane scese sulle strade. Nella zona di Rasun-Anterselva, Cengles e in Val Martello sono cadute numerose frane che non hanno creato particolari danni. A monte di Brunico la briglia Funi si è riempita di materiale trasportato dalla Rienza, proteggendo l'abitato di Brunico. In nessuna zona si registrano feriti. In seguito alle frane è stato necessario chiudere diverse strade.