Archeologia: marsupio fatto di conchiglie per Neve, neonata sepolta 10mila anni fa

Durante la preistoria si iniziò ad utilizzare dei marsupi dove trasportare i bambini: la piccola Neve rivenuta in Italia era contenuta in un conchiglia a questo scopo

MeteoWeb

Nel 2021 è stata ritrovata, in una grotta ligure, la prima sepoltura europea di una neonata, chiamata Neve, risalente a circa 10.000 anni fa. Scavando all’Arma Veirana, grotta nel comune di Erli (Savona), lo stesso gruppo internazionale di ricercatori che aveva effettuato la scoperta ha trovato ed esaminato la sepoltura che ha restituito, insieme ai resti del piccolo corpo, un corredo formato da oltre 70 perline in conchiglie forate (Columbella rustica), da quattro pendenti, sempre forati, ricavati da frammenti di bivalvi (Glycimeris sp.). Ma non solo. E’ stato ritrovato anche un artiglio di gufo reale, deposto separatamente, in una fossetta a lato. La scoperta ha permesso di indagare un eccezionale rito funerario della prima fase del Mesolitico, di cui sono note poche sepolture.

Un nuovo articolo pubblicato sul Journal of Archaeological Method and Theory dall’equipe di ricercatori getta nuova luce su pratiche e costumi degli ultimi cacciatori-raccoglitori liguri del primo Olocene. Non è ancora noto ai ricercatori quando i primi uomini anatomicamente moderni (Homo sapiens) abbiano iniziato a usare i marsupi per i loro neonati, ma a quanto pare questo tipo di borse era comune durante la preistoria, per via della necessità di molti genitori di poter svolgere diverse attività mentre si occupavano della prole.

Sono però rare le prove dell’uso preistorico dai marsupi, per via del fatto che i materiali utilizzati per la loro fabbricazione non si conservano e le sepolture di neonati preistorici sono pochissime. Il recente studio mette in campo nuove ipotesi sull’uso di questi sacchi per neonati. L’analisi delle diverse conchiglie ritrovate nella sepoltura si è avvalsa di modelli fotogrammetrici 3D ad alta definizione, nonché di osservazioni al microscopio e con microCT, per documentare in dettaglio come queste siano state manipolate dalla comunità a cui apparteneva la piccola neonata e il perché siano state poi deposte nella sua tomba.

I risultati dello studio hanno evidenziato che le conchiglie marine erano state cucite su un supporto in pelle o stoffa che ancora avvolgeva Neve al momento della sua sepoltura. La maggior parte di queste presenta marcati segni d’usura, che non possono certamente essere stati prodotti durante la breve vita della neonata. Ciò dimostra che queste conchiglie erano state indossate per un periodo di tempo considerevole da qualcuno della stessa comunità dell’infanta prima di essere poi cedute a lei, quali gioielli di famiglia o talismani. Considerando lo sforzo necessario a mettere insieme un tale gruzzolo di perline, accumulate e riutilizzate nel tempo, è notevole osservare come il gruppo di cacciatori-raccoglitori mesolitici abbia poi deciso di separarsi da questi preziosi oggetti in occasione della sepoltura di un individuo così giovane, lasciandoli cuciti a quello che, verosimilmente, era il marsupio della piccola Neve.

Basandosi su alcune osservazioni etnografiche ovvero su come, in alcune società contemporanee di cacciatori-raccoglitori, i marsupi per neonati vengano ornati e adoperati, si è anche supposto che la comunità di Neve potesse aver decorato l’indumento con conchiglie destinate a proteggere la giovanissima lattante dalle forze del male. In occasione della sua morte prematura, però, si preferì forse abbandonare nella tomba questi amuleti che avevano fallito nella loro funzione protettiva, allontanandoli per sempre dalla comunità.