Scoperta in Galilea un’officina di vasi di pietra per la purificazione risalente a 2.000 anni fa

"I vasi di pietra svolgevano un ruolo fondamentale nella vita religiosa quotidiana degli ebrei durante il I secolo d.C.. Era una specie di 'Età della Pietra' ebraica", spiega l'archeologo Yonatan Adler

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Scoperto in Israele un laboratorio di vasi di pietra destinati alla purificazione ebraica risalente a 2.000 anni fa. Lo riferisce il notiziario online della Biblical Archaeology Society, precisando che il ritrovamento è avvenuto nel sito archeologico di Einot Amitai, vicino a Nazareth. Gli archeologi hanno portato alla luce una cava e un’officina di 2.000 anni dove venivano realizzati vasi di pietra.  

I vasi di pietra svolgevano un ruolo fondamentale nella vita religiosa quotidiana degli ebrei durante il I secolo d.C.”, ha spiegato l’archeologo Yonatan Adler, Professore dell’Università di Ariel, in un comunicato stampa. “Era una specie di ‘Età della Pietra’ ebraica”. Adler e Dennis Mizzi, Senior Lecturer presso l’Università di Malta, sono co-direttori dello scavo di Einot Amitai, un progetto finanziato dalla Israel Science Foundation, dalla Ariel University e dalla Biblical Archaeology Society.  

Situato sulle pendici occidentali di Har Yonah, Einot Amitai presenta un’enorme grotta scavata in una collina di pietra calcarea. Durante la loro stagione di scavo inaugurale quest’estate, gli archeologi hanno scoperto vasi di pietra calcarea in diverse fasi della produzione, il che suggerisce che la grotta funzionasse come un’officina.  

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Foto Yonatan Adler

Mentre nell’antichità i vasi, dalle stoviglie alle pentole alle giare per la conservazione, erano generalmente di argilla, nel I secolo d.C. gli ebrei di tutta la Giudea e la Galilea usavano vasi di pietra. Ciò che collegava questi recipienti di pietra alle leggi ebraiche sulla purezza era semplicemente il fatto che i vasi di pietra, a differenza di quelli di ceramica e di vetro, non erano soggetti a impurità. “Le leggi sulla purezza e l’impurità rituale sono di origine biblica (Levitico). Durante il periodo del Secondo Tempio, tuttavia, le regole furono notevolmente ampliate – spiega l’archeologo Yitzhak Magen – La maggior parte delle leggi sulla purezza riguarda i riti nel Tempio. Ma il territorio del Tempio fu almeno metaforicamente esteso oltre i confini del Tempio e la pulizia rituale non fu limitata ai confini del Tempio ma si diffuse nella comunità ebraica. Le leggi riguardavano la gente comune. Aveva senso acquistare un recipiente che non potesse diventare impuro, perché una volta che un recipiente diventava ritualmente impuro, doveva essere ritirato dall’uso. Un vaso di ceramica impuro, ad esempio, doveva essere rotto”. 

Yonatan Adler traccia un collegamento tra l’uso rituale di vasi di pietra e la storia delle Nozze di Cana di Galilea, dove Gesù compì il suo primo miracolo, nel Vangelo di Giovanni. Nella storia, quando alla festa nuziale finì il vino, Gesù trasformò l’acqua contenuta in sei vasi di pietra in vino. Il Vangelo di Giovanni allude all’usanza ebraica di usare vasi di pietra: “nelle vicinanze c’erano sei giare di pietra, del tipo usato dai Giudei per il lavaggio cerimoniale, ciascuna delle quali conteneva da venti a trenta galloni” (Giovanni 2:6). 

Adler, inoltre, osserva che la grotta di pietra calcarea di Einot Amitai si trova appena a sud della città di Kafr Kanna, identificata da alcuni studiosi come Cana nella Bibbia. Un altro candidato per la Cana biblica è Khirbet Cana (“le rovine di Cana”), situata oltre 6km a nord-ovest di Kafr Kanna, in Galilea. “È certamente possibile, forse anche probabile, che grandi contenitori di pietra del tipo menzionato nella storia delle Nozze di Cana possano essere stati prodotti localmente in Galilea in una grotta simile a quella che stiamo scavando“, ha detto Adler. 

Mizzi, tuttavia, avverte che finora lo scavo ha trovato solo piccoli vasi: tazze e ciotole. “Non sono stati portati alla luce frammenti di grandi vasi”, ha spiegato. Tuttavia, le scoperte in questa prima stagione di scavi intensivi a Einot Amitai sono promettenti. Il comunicato stampa dell’Università di Ariel descrive l’importanza dell’indagine: “mentre frammenti di vasi di pietra sono stati trovati in passato in numerosi siti del periodo paleocristiano in tutto Israele, e si conoscono due officine nell’area di Gerusalemme, questa è la prima volta che scavi su vasta scala sono stati condotti su un sito di produzione di vasi di pietra in Galilea”.