“Rispetto a un anno fa le nostre preoccupazioni sono molte cambiate. L’anno scorso i prezzi dell’energia mostravano qualche aumento ma a livelli non preoccupanti, pensavamo di poterci concentrare sulle questioni più strutturali di medio termine dopo la pandemia. Abbiamo chiuso l’anno scorso molto bene, con una crescita del 6,6%, meglio delle attese“. Lo ha detto il Ministro dell’Economia Daniele Franco, nel suo intervento al Forum The European House Ambrosetti, a Cernobbio. “All’inizio di quest’anno il Paese sembrava avviato verso un percorso di crescita, poi la guerra in Ucraina ha accelerato la crescita dei prezzi dell’energia e l’attività del governo si è concentrata su come gestirla e come mitigare l’impatto. Quest’anno complessivamente abbiamo stanziato con 6 decreti 52 miliardi”, ha aggiunto Franco.
“C’è un dibattito sul funzionamento del mercato europeo dell’energia. Più in generale sul ruolo del prezzo marginale nel mercato dell’energia. È evidente – ha proseguito il Ministro – che stiamo trasferendo all’estero una parte del nostro potere di acquisto. Se si guarda alla bolletta energetica del Paese, cioè quanto costano le importazioni nette di energia, vediamo che nel 2021 era di 43 miliardi e nel 2022 potrebbe salire a 100 miliardi. Un aumento di 60 miliardi significa circa 3 punti di Pil e vuol dire un deflusso di risorse dall’Italia verso l’estero“.
“Quest’anno abbiamo cercato di accelerare, correndo” per raggiungere l’indipendenza dalle forniture di gas dalla Russia “entro il 2024, ma stiamo cercando di fare anche prima. Stiamo cercando di far riprendere la produzione nazionale – ha aggiunto – di dotarci di nuovi rigassificatori, di usare più carbone, che non è una bellissima cosa, ma nell’immediato ci aiuta, e abbiamo stanziato 4 miliardi pubblici per contribuire alla campagna di stoccaggio e abbiamo al momento superato l’83% della nostra capacità di stoccaggio. Questo ci aiuterà a superare il prossimo inverno che comunque non si presenta facile“.
Il governo è al lavoro per un decreto, in arrivo la prossima settimana, “che limiti ancora l’impatto, in questo momento, del costo dell’energia sull’economia italiana”, ha detto ancora Franco. “Già a giugno – ha sottolineato – c’è un cedimento della produzione industriale e un tasso d’inflazione in aumento all’8,4 per cento” e “un punto importante è che l’indice armonizzato italiano sia in linea con l’area euro” poiché “dobbiamo assolutamente evitare sotto il profilo della dinamica dell’inflazione dei corti un disallineamento rispetto agli altri Paesi”.


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