Green Pass, vicequestore Schilirò: “licenziamento, uno shock che non mi aspettavo”

Il provvedimento di licenziamento è arrivato all'ex vicequestore di Roma, Alessandra Nunzia Schilirò, il 28 pomeriggio con decorrenza dal 29

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Il licenziamento? E’ stato uno choc che non mi aspettavo, sicuramente non adesso. Me lo aspettavo dopo il palco, convinta sarebbero successe delle cose che non si sono poi verificate, come che la maggior parte delle forze dell’ordine si sarebbe fatta sospendere, che molti italiani sarebbero rimasti a casa e sarei stata vista come il capro espiatorio di tutta questa situazione. Mi sono sempre detta, perderò il lavoro ma almeno il Green Paa non entrerà mai in vigore: questo era il mio disegno mentale”. E’ quanto dichiarato all’Adnkronos dall’ex vicequestore di Roma Alessandra Nunzia Schilirò.

La donna è stata licenziata dalla Polizia di Stato in seguito alla sua posizione contraria al Green Pass, espressa un anno fa, il 25 settembre 2021, sul palco di piazza San Giovanni. Il licenziamento, però, è arrivato solo ora, in un momento in cui le acque sembravano essersi calmate (e in cui il lasciapassare verde non è più obbligatorio).

Le sospensioni

Mi sono resa conto subito dopo che le cose non stavano così, quando sono iniziate ad arrivarmi le prime sospensioni, i procedimenti, pensavo che non avendomi cacciato per il fatto più grave non lo avrebbero fatto ora. Ho giurato sulla Costituzione – ribadisce – sono sempre stata legata alle istituzioni che ho rappresentato nel migliore dei modi, sono stata l’immagine della Polizia, mandata ovunque, premiata. Lavoravo per il vice capo della Polizia, mica al commissariato di Canicattì. Lo choc è perché non sono stata licenziata per aver commesso un reato, ma per aver esercitato l’art 21 della Costituzione, sono salita su quel palco per difendere gli italiani e onorare il giuramento che ho fatto. Questa cosa mi lascia basita, in che Paese siamo finiti? Io sono licenziata per coerenza, perché non ho chiesto scusa“.

Il provvedimento di licenziamento le è arrivato il 28 pomeriggio con decorrenza dal 29. “Ho dovuto leggere la lettera tre volte – dice – ho pensato fosse uno scherzo, non poteva essere vero. Io non ho offeso nessuno, ho solo detto che quella tessera era un abominio, che ricorda quella staliniana o fascista. Tutto quello che è successo dopo lo trovo assurdo“. In Polizia da 14 anni, Schilirò non ha rimpianti: “Mai ho pensato di non risalire su quel palco, anzi. Ma non mi autocastrerei più, volevo dire le cose ma non volevo dare più fastidio di tanto. E’ servito solo a farmi accusare di essere scomparsa“.

Ideologia o palcoscenico?

A chi l’ha accusata di aver fatto tutto per guadagnarsi un palco in politica, l’ex poliziotta ha precisato che non avrebbe “fatto tutti gli errori che ho fatto nell’ultimo anno, in primis non parlare. Non avrei sciolto ‘Venere vincerà’, un movimento dove in una settimana avevo 90mila persone a seguirmi ma era diventato quello che non volevo diventasse, divisivo al punto che secondo loro era diventato il capo delle amazzoni, le nuove femministe, a me che non piacciono le femministe e le quote rosa. Io credo nel merito. Sarei dovuta arrivare al 25 settembre dell’anno scorso con la consapevolezza di oggi – aggiunge – se ho commesso un errore è stato quello di dire ‘non farò mai politica’ perché avevo un pregiudizio per la politica che negli ultimi anni in Italia ha fatto schifo“.

Avrei voluto cambiare il sistema con altri modi ma ho fatto errori su errori, illusa di poter cambiare un sistema consolidato attraverso l’antisistema. La follia è pensare che se fai la manifestazione, lo sciopero, la protesta, l’atto di disobbedienza civile, funziona come ha funzionato per Gandhi in India. Nella mia testa era quella l’idea. Io ci credevo – ribadisce all’Adnkronos – ma quando ti accorgi che la maggior parte della gente resta sul divano a guardare il Grande Fratello, come lo cambiamo questo Paese? Io sono sognatrice e idealista, ora spero che questa sonora batosta aiuti tutti noi, del fronte del dissenso a unirci. Io ci riproverò ancora una volta, mi sono paragonata a Willy il coyote, non mi arrenderò fin quando avrò forza“.

Governo e Green pass

Schirilò ha poi parlato del nuovo governo. “Di tutti i partiti che ci sono adesso in Parlamento è quello che ha vinto (Fratelli d’Italia, ndr) quello che ha più punti in comune con noi, ma voglio davvero vedere se la Meloni anche da Presidente del Consiglio resterà contro il Green pass, contro l’obbligo vaccinale. E poi ha cambiato la sua linea negli ultimi anni, improvvisamente atlantista e soggetta all’America che ci sta portando nell’abisso. Certo, se domani la Meloni si sveglia e dice che facciamo come la Turchia che, pur restando nella Nato, non applica le sanzioni alla Russia né l’agenda Draghi, potrei intanto parlare con lei. La pace non si fa con le sanzioni, inviando armi. Non posso essere d’accordo con questo, non sono per l’aumento delle spese militari. La Meloni probabilmente con me avrebbe il problema che ha con Salvini, ma io non sono filorussa, io sono filoitaliana: queste sanzioni ci stanno danneggiando“.

Continuerò a lottare, faccio sempre parte di Italexit, fino a prova contraria non mi hanno cacciata dal partito – prosegue la donna – sono stata ricusata dal mio medico, cacciata dalla Polizia, ci manca solo questo. Il mio sogno è quello di riuscire a unire il dissenso, quello che abbiamo preso è una miseria, il nostro grande problema è che non siamo conosciuti“.