Il suolo che sprofonda è la minaccia futura per le città costiere

L'innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico è considerato una minaccia continua che deve essere affrontata

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Ben 48 megalopoli in tutto il mondo sarebbero a rischio inondazione. Si tratta di enormi conglomerati urbani che sorgono sulla costa, in cui vive il 20 per cento della popolazione mondiale, e che è stato analizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Singapore, che ha pubblicato uno studio su Nature Soustenibility. I dati esaminati hanno mostrato che, nella maggior parte dei casi, soprattutto in Asia, il rischio maggiore è legato alla subsidenza dei suoli nelle città, piuttosto che dall’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico.

L’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico è particolarmente attenzionato dai ricercatori, professionisti del settore e del pubblico, come una minaccia continua che deve essere affrontata. Tra le città più colpite ci sono Tientsin, in Cina, Ho Chi Minh, in Vietnam, Chittagong, in Bangladesh, Yangon, in Myanmar, e Jakarta, in Indonesia. Oltre alle zone dell’Asia, maggiormente colpite, tra le megalopoli che stanno sprofondando più rapidamente ci sono anche Istanbul, in Turchia, e Houston, negli Stati Uniti.

Il territorio costiero può essere perso rapidamente a causa dell’innalzamento relativo del livello del mare (RSLR) derivante dal cedimento del suolo locale. Tuttavia, la gravità comparativa del cedimento del suolo locale è sconosciuta a causa delle elevate variabilità spaziali e delle difficoltà nel conciliare le osservazioni tra le località. Il gruppo di ricerca ha fornito nello studio le velocità di subsidenza relativa del suolo locale, autoconsistenti e ad alta risoluzione spaziale, derivate dal radar interferometrico ad apertura sintetica per le 48 più grandi città costiere, che rappresentano il 20% della popolazione urbana globale.

Le città che registrano una subsidenza relativa del suolo locale più veloce sono concentrate in Asia. Si tratta di valori fortemente variabili tra le 48 città, cioè da -16,2 a 1,1 mm all’anno, mentre da -5,2 a 4,9 mm all’anno rispetto alle stime del movimento verticale del suolo del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici.

Con il loro metodo l’equipe di ricercatori ha standardizzato l’identificazione delle vulnerabilità relative alla subsidenza relativa del suolo locale e il confronto degli effetti causati che sono ora possibili in tutte le città del mondo. Gli esperti informeranno meglio la pianificazione urbana sostenibile e le future strategie di adattamento nelle città costiere.