Nord Stream, nuovo incredibile VIDEO del Baltico che ribolle. Svezia e Danimarca si mobilitano

Continua la perdita di gas dal gasdotto Nord Stream nel mar Baltico: le ultime immagini sono incredibili. Svezia e Danimarca si mobilitano per fronteggiare il disastro

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Svezia e Danimarca si mobilitano per fronteggiare il disastro delle enormi perdite di gas dal gasdotto Nord Stream nel mar Baltico. La Danimarca ha schierato la fregata Absalon e la nave per il controllo dell’inquinamento Gunnar Thorson, oltre a una flotta di elicotteri. Istituite zone di divieto per la sicurezza del traffico navale e aereo.

La guardia costiera svedese ha pubblicato un incredibile filmato che mostra l’entità di una delle perdite di gas nei gasdotti Nord Stream: il diametro è enorme e il mare ribolle come se ci fosse una grande eruzione sottomarina.

Nord Stream, le incredibili immagini del mar Baltico che ribolle di gas | VIDEO

Importante colloquio telefonico con la mia collega svedese Ann Linde. I danni causati ai gasdotti Nord Stream 1e 2 sono molto preoccupanti. L’incidente dovrebbe essere oggetto di un’indagine approfondita. Non si può escludere un sabotaggio alle condutture. Gravi rischi per l’ambiente e la navigazione“. Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri finlandese Pekka Haavisto.

L’ispezione dei due gasdotti Nord Stream danneggiati dalle esplosioni sottomarine al largo di un’isola danese nel Mar Baltico non potrà essere effettuata prima di una o due settimane. Lo ha affermato il ministro danese della Difesa, Morten Bodskov: “Ci vorranno una settimana o due prima che la zona sia sufficientemente tranquilla per vedere quello che è successo e riuscire a scendere“. Ieri la Danimarca aveva fatto sapere che le fughe al largo dell’isola di Bornholm erano stati degli “atti deliberati“.

C’è anche una nave della Marina Militare tedesca che partecipa all’inchiesta sulle esplosioni ai gasdotti Nord Stream 1 e 2. Lo ha annunciato il ministro della Difesa tedesco Christine Lambrecht. “Il presunto sabotaggio degli oleodotti nel Mar Baltico è un altro promemoria del fatto che dipendiamo da infrastrutture critiche, anche sott’acqua“, ha detto in una nota rilanciata da Reuters. Lambrecht ha sottolineato che la situazione va chiarita e i responsabili rapidamente identificati.

La Russia: “stupido incolparci, questa perdita è un grande problema per noi”

Sono accuse ”stupide” quelle rivolte contro la Russia per l’attacco contro il gasdotto di Nord Stream. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso della sua quotidiana conferenza stampa. Sottolineando la necessità di indagare su quanto accaduto, Peskov ha detto che non è chiaro quanto tempo sarà necessario per riparare i danni. ”Le ipotesi che la Federazione russa sia coinvolta nell’incidente sono semplicemente stupide”, ha proseguito Peskov affermando comunque che queste accuse erano ”abbastanza prevedibili e anche prevedibilmente stupide”. Anche perché, ha detto Peskov, i danni causati ”rappresentano un grande problema per noi”. Inoltre ”prima di formulare qualsiasi accusa bisognerebbe aspettare l’esito delle indagini su questi danni e capire se sono stati causati da esplosioni oppure no”, ha proseguito. “Entrambe le linee di Nord Stream 2 – sostiene Peskovsono piene di gas, l’intero sistema è pronto a pompare gas, e questo gas è molto costoso e ora questo gas sta sfuggendo nell’aria“.

Il presidente americano Joe Biden deve chiarire se vi siano gli Usa dietro gli incidenti avvenuti al Nord Stream. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dalla Tass.

Nord Stream, tutte le ipotesi del sabotaggio: “droni sottomarini o  subacquei incursori”

Secondo le ultime ipotesi, il sabotaggio potrebbe essere stato effettuato con un’operazione di subacquei incursori o l’impiego di droni sottomarini che hanno collocato cariche esplosive. Intervistato dal quotidiano “The Sun”, Anders Puck Nielsen, ricercatore del Real collegio di difesa danese di Copenhagen, ha affermato che “sul piano tecnico” un attacco contro i gasdotti del Baltico “non è difficile“. Sono, infatti, sufficienti “un’imbarcazione e alcuni subacquei che sanno usare ordigni esplosivi“. Fonti militari del quotidiano “The Guardian” escludono, invece, l’impiego di un sottomarino. La scarsa profondità delle acque, a volte inferiore ai 100 metri, permetterebbe infatti di individuare facilmente tale unità. Appare quindi più probabile l’azione di subacquei incursori che, portati sull’obiettivo da una nave commerciale, avrebbero piazzato delle cariche esplosive, forse giorni o settimane prima. Sull’utilizzo di droni sottomarini telecomandati è intervenuto Kenneth Ohlenschlager Buhl, del Dipartimento di strategia e scienze della guerra dell’Accademia norvegese della difesa di Oslo. Per il ricercatore, tali sistemi individuano l’obiettivo, collocano gli esplosivi e si allontanano, sparendo prima della deflagrazione. Come per l’azione dei subacquei incursori, in questo scenario le cariche potrebbero essere state collocate da diverso tempo. Per Buhl, l’unico limite all’impiego dei droni sottomarini è “la longevità delle batterie“.

Come nota il quotidiano “Bild”, l’Autorità norvegese per la sicurezza petrolifera aveva già invitato le compagnie petrolifere ad aumentare la vigilanza. Erano, infatti, stati avvistati “diversi droni di origine sconosciuta, che avevano volato vicino ad almeno sei piattaforme petrolifere“. Secondo l’ente, questi velivoli a pilotaggio remoto costituiscono “un rischio” e potrebbero essere utilizzati “per attacchi mirati“. A sua volta, il ministero della Pesca e del Mare norvegese ha assegnato “maggiore priorità al lavoro per combattere le attività di intelligence illegali, anche in mare“.