Era scomparso lo scorso 4 luglio durante un’escursione sulle Ande e oggi è stato ritrovato il corpo. Alberto Fedele, ingegnere gestionale pavese, aveva deciso di prendersi un anno sabbatico per i suoi trent’anni, partecipando come volontario a un progetto di cooperazione della onlus WeWorld in Perù.
Nel Paese sudamericano era arrivato ad aprile grazie al progetto europeo Aid Ue che permette a giovani volontari di fare esperienze all’estero. Ad inizio luglio, aveva approfittato di alcuni giorni liberi per fare trekking nella zona di Cusco, nella provincia di Urubamba.
A lanciare l’allarme per la sua scomparsa era stata una amica che non lo aveva visto rientrare dall’escursione. Subito sono cominciate le ricerche, rese difficili dalla neve e dal fatto che il suo cellulare risultava spento. Le ricerche non si sono mai interrotte, nemmeno quando, lo scorso 19 agosto, è stato trovato un corpo in decomposizione senza abiti in un isolotto del rio Vilcanota. L’esame autoptico ha però svelato che non si trattava di Alberto, ma di un ragazzo adolescente.
Ora, ad oltre 2 mesi dalla scomparsa di Alberto, è arrivato il nuovo annuncio della polizia. Il corpo congelato di un giovane “è stato localizzato al termine di una ardua ricerca su un lato della laguna Juchuyccocha, nel settore del Chicon della provincia di Urubamba” da parte di una squadra di soccorritori, hanno spiegato le forze dell’ordine, in attesa dell’autopsia che ha confermato tutto. “È confermato che è lui. È stato riconosciuto grazie allo zaino e ai vestiti”, ha detto all’ANSA il Presidente di WeWorld Marco Chiesara. “Probabilmente è scivolato durante l’escursione” ha aggiunto.


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