Terremoto, scosse in 6 Regioni. Il presidente INGV: “non possiamo escluderne più forti”

"Sono quattro aree completamente diverse e non possiamo escludere che avvengano terremoti più forti", ha affermato Carlo Doglioni in merito alle scosse registrate oggi in Italia

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È stata una giornata molto attiva dal punto di vista sismico in Italia, con scosse di terremoto che hanno generato paura e in alcuni casi lievi danni in ben 6 regioni, dalla Liguria alla Sicilia, passando per Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Calabria. 

Tante scosse di terremoto sull’Italia a poche ore dall’Equinozio d’Autunno: molta paura e qualche danno

Gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia chiariscono che non c’è correlazione tra i diversi terremoti registrati oggi. “Nessuna correlazione ma non possiamo escludere scosse più forti”, ha detto a LaPresse il Presidente dell’INGV, Carlo Doglioni. “Ognuna delle scosse di oggi è legata a una dinamica locale. Sono tutte strutture separate una dell’altra. La ragione per cui avvengono questi terremoti a grappolo è abbastanza ignota“, ha spiegato. “Ci sono già episodi in cui si sono attivati questi fenomeni di sismicità. Nel 90% tutto evolve in nulla ma sono quattro aree completamente diverse e non possiamo escludere che avvengano terremoti più forti“, ha aggiunto.  

Concetto che ribadisce anche Alessandro Amato, sismologo dell’INGV. “Non possiamo pensare a un collegamento diretto tra l’Etna, Genova, Modena e Ascoli Piceno. Sono tutte zone sismiche e quello che è avvenuto oggi non deve stupire“, ha detto Amato all’AGI. “Queste sono aree dove i terremoti ci sono quotidianamente. Genova – spiega l’esperto – è forse quella che ha meno sismicità, normalmente. Il fatto che ogni giorno in Italia avvengano tanti terremoti può fare sì che ne capitino qualche volta tre o quattro più forti nel giro di poche ore”. Queste sequenze sismiche “sono iniziate oggi quindi – sottolinea il sismologo – sono ancora attive e si stanno registrando alcuni terremoti più piccoli. Vedremo quanto dureranno. Speriamo che si esauriscano presto. Ricordiamoci – conclude Amato – che siamo un Paese sismico, dobbiamo difenderci con delle costruzioni ben fatte, rinforzare quelle esistenti ed essere preparati”.