Scoperto il più antico DNA umano in Gran Bretagna

In epoca paleolitica i gruppi umani si muovevano in maniera dinamica: la ricolonizzazione della Gran Bretagna avvenne attraverso due gruppi con origini e culture distinte

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Il più antico campione di DNA umano ritrovato in Gran Bretagna rivela la presenza di distinte popolazioni nel Paleolitico. I risultati dello studio sono presentati in un articolo pubblicato su Nature Ecology & Evolution. L’analisi è stata condotta su due individui del tardo Paleolitico vissuti circa 14.000 anni fa. I ricercatori hanno così evidenziato diverse fonti di ascendenza e migrazione di più popolazioni nell’isola prima dell’Olocene.

Gli esseri umani vivevano in Gran Bretagna prima dell’ultimo massimo glaciale, ma nonostante ciò l’occupazione era scarsa. Questo perché gran parte dell’isola era inabitabile. Lo provano le estese calotte glaciali. I primi individui vi si insediarono solo quando il ghiaccio iniziò a sciogliersi. Tutto ciò avvenne circa 19.000 anni fa.

Lo studio sul DNA rinvenuto in Gran Bretagna

Sophy Charlton e colleghi hanno sequenziato i genomi di un individuo di Gough’s Cave nel Somerset, in Inghilterra, e di un individuo di Kendrick’s Cave in Galles. I ricercatori hanno contestualizzato i dati genetici risultanti con informazioni sulle pratiche culturali ed ecologiche in ciascun sito.

L’individuo della Grotta di Gough era femmina e visse circa 14.900 anni fa, mentre l’individuo della Grotta di Kendrick era maschio e visse circa 1.000 anni dopo. Quello di Gough’s Cave condivide i dati genetici associati all’individuo di 15.000 anni Goyet Q2 dal Belgio. L’individuo di Kendrick’s Cave, invece, condivide l’ascendenza con l’individuo di Villabruna di 14.000 anni dall’Italia. E questo nonostante la relativa vicinanza nel tempo in cui entrambi i siti erano occupati. Questo indica che c’erano due gruppi geneticamente distinti in Gran Bretagna entro circa 1.000 anni l’uno dall’altro. Il dato rispecchia i cosiddetti modelli di “doppia discendenza” visti altrove in Europa durante il tardo Pleistocene. L’analisi archeologica e isotopica ha rivelato ulteriori differenze nella cultura, nella dieta e nelle pratiche mortuarie tra gli individui.

La professoressa Chantel Conneller mette però in guardia dall’assumere correlazioni semplicistiche tra firme genetiche, gruppi sociali e culture archeologiche. “L’archeologia paleolitica con le sue cronologie relativamente imprecise e piccoli set di dati è particolarmente vulnerabile alle affermazioni di sincronicità”, scrive. E questo vale “per eventi della popolazione e cambiamenti della cultura materiale che possono essere distanti centinaia o addirittura migliaia di anni. Le narrazioni delle origini sono potenti e raramente politicamente neutrali“, conclude Conneller.

Conclusioni

Le analisi chimiche delle ossa – commenta Rhiannon Stevens, dell’UCL – mostrano che gli individui della Kendrick’s Cave mangiavano molti cibi marini e d’acqua dolce, compresi i grandi mammiferi marini. Gli esseri umani della grotta di Gough invece si nutrivano principalmente di erbivori terrestri, come cervi, bovini e cavalli. Saranno necessari ulteriori approfondimenti per rispondere a tutti gli interrogativi che questi ritrovamenti hanno sollevato“.