Archeologia: a Stabiae riemerge l’antico sistema idrico

Il reperto, posto nel giardino a pochi passi dall'ingresso dell'atrio, sarà visibile all'interno del cantiere di Stabiae per alcune settimane

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Anche l’antica Stabiae rivela eccezionali reperti che raccontano la vita quotidiana di epoca romana. Elementi del sistema idrico sono riemersi nel corso dei lavori per la fruizione ampliata e l’abbattimento delle barriere architettoniche in corso a Villa Arianna.

Tra gli elementi tornati alla luce vi è un serbatoio in piombo decorato. La pulizia archeologica condotta nel peristilio piccolo (giardino colonnato) della villa ha permesso di riportare nuovamente alla luce questo elemento. Era già stato individuato circa un decennio fa. Faceva parte dell’antico sistema di distribuzione dell’acqua all’interno dell’edificio.

Il serbatoio, in particolare, rappresenta uno straordinario rinvenimento per l’area vesuviana, per lo stato di conservazione e perché rinvenuto nella sua posizione originaria. Consente, insieme agli altri tratti rinvenuti, di apprezzarne il funzionamento, ovvero quello sia di regolare il flusso dell’acqua sia di smistarlo nei vari ambienti della villa.

Collegate al pezzo centrale sono emerse due tubazioni che alimentavano rispettivamente l’impianto termale della villa e il gioco d’acqua. Quest’ultimo abbelliva l’impluvio (vasca centrale di raccolta delle acque) presente nell’atrio. Le decorazioni ornavano la struttura che doveva essere parzialmente a vista, per permettere l’accesso alle due chiavi di arresto. Queste consentivano di regolare il flusso dell’acqua o di chiuderlo completamente per permettere le operazioni di manutenzione degli impianti.

Serbatoio e ornamento: Stabiae tra antichità e modernità

“Un serbatoio come questo – spiega il direttore del Parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, con le sue chiavi di arresto, rientra in quella tipologia di impianti e apprestamenti che possono sembrare quasi moderni per come sono fatti e che hanno sempre destato stupore sin dalle prime scoperte tra Stabia, Pompei e Oplontis. Gli antichi anche in questo caso non hanno rinunciato a un elemento ornamentale, un astragalo in rilievo, che forse caratterizzava la bottega che l’ha prodotto, a mo’ di un marchio moderno, e che in ogni caso doveva essere visibile, poiché il serbatoio fu collocato al di sopra del livello di calpestio. Un ulteriore esempio di come accessibilità, conoscenza e tutela si integrano, che andremo a raccontare al pubblico in corso d’opera nell’ambito dei cantieri aperti del Parco“.

Il reperto, posto nel giardino a pochi passi dall’ingresso dell’atrio, sarà visibile all’interno del cantiere per alcune settimane prima della definitiva musealizzazione. A partire da mercoledì 26 ottobre dalle 15 alle 16 nell’ambito delle iniziative ad ingresso gratuito dei “Cantieri aperti” del Parco archeologico, senza obbligo di prenotazione.