Aviaria, epidemia record in Europa: 2.400 focolai e 48 milioni di uccelli abbattuti

Quasi 2.500 focolai e 47,5 milioni di volatili abbattuti negli allevamenti, oltre 3.500 casi negli uccelli selvatici, dalla Norvegia al Portogallo

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L’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha fatto il punto su quella che ha definito “la più grande epidemia di influenza aviaria di sempre” in Europa, che si è verificata nella stagione 2021-2022: ha avuto “un’estensione senza precedenti“, dalle isole Svalbard al sud del Portogallo, fino all’est dell’Ucraina, con 37 Paesi colpiti, 2.467 focolai identificati, 48 milioni di uccelli abbattuti negli stabilimenti colpiti.

I virus dell’influenza che circolano in specie animali come maiali o uccelli possono infettare sporadicamente gli esseri umani, causando malattie da lievi a molto gravi, ha evidenziato l’ECDC. “Questi virus possono potenzialmente incidere gravemente sulla salute pubblica“, come è accaduto durante le epidemie di aviaria H5N1 in Egitto o H7N9 in Cina, o con la pandemia di influenza H1N1 del 2009 causata da un virus inizialmente diffuso dai maiali all’uomo.

Nonostante il numero eccezionalmente elevato di casi, “per fortuna, non ci sono state infezioni umane durante i recenti focolai di influenza aviaria nell’Ue/Spazio economico europeo“, ha sottolineato il direttore dell’ECDC Andrea Ammon. Solo un piccolo numero di infezioni umane con malattia asintomatica o lieve è stato segnalato in generale a livello globale, ha precisato l’ECDC. Di conseguenza, il rischio complessivo per la popolazione “rimane a livelli bassi“. Tuttavia, ha aggiunto Ammon, “diversi gruppi di persone, principalmente quelli che lavorano nel settore animale, sono maggiormente a rischio di esposizione ad animali infetti. È fondamentale che medici, esperti di laboratorio ed esperti di salute, sia nel settore animale che umano, collaborino e mantengano un approccio coordinato. È necessaria vigilanza per identificare le infezioni da virus influenzali il prima possibile e per informare le valutazioni del rischio e l’azione di salute pubblica“.