Lancio fallito: il Giappone ordina al suo razzo di autodistruggersi

I controllori di missione di JAXA hanno attivato il sistema di terminazione del volo di Epsilon
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Il primo lancio orbitale del 2022 del Giappone non è andato secondo i piani. Il razzo Epsilon è decollato dall’Uchinoura Space Center alle 02:50 ora italiana, nell’ambito di una missione nota come Innovative Satellite Technology Demonstration 3.

All’inizio tutto è andato come da programma: i primi due stadi del razzo non hanno mostrato anomalie, secondo quanto reso noto durante il webcast di lancio, a cura della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA).

In seguito, però è stato indicato che i problemi sono sorti nella fase relativa al terzo stadio. Di conseguenza, i controllori di missione hanno attivato il sistema di terminazione del volo di Epsilon, che ha distrutto il razzo, ha riferito NHK.

JAXA sta indagando sulla causa del problema,” ha riportato NHK martedì sera.

Il razzo Epsilon e il payload

Il satellite principale che avrebbe dovuto raggiungere l’orbita martedì era RAISE 3 (“Rapid Innovative payload demo Satellite 3), un velivolo da 110 kg dotato di 7 payload per test tecnologici.

Quei payload includevano due propulsori sperimentali, uno dei quali era progettato per utilizzare l’acqua come carburante; una “vela a trascinamento” per deorbitare i satelliti; una struttura a membrana dispiegabile per la generazione di energia che può fungere anche da antenna; dispositivi di tecnologia delle telecomunicazioni; un ricevitore software ad alta velocità; un’unità di elaborazione grafica commerciale, secondo EverydayAstronaut.com. Anche 5 minuscoli CubeSat si trovavano a bordo di Epsilon.

La 6ª missione e il 1° fallimento

La missione è stata la 6ª in assoluto per Epsilon, vettore alto 24 metri, e il suo 1° fallimento. I 5 liftoff precedenti sono avvenuti a settembre 2013, dicembre 2016, gennaio 2018, gennaio 2019 e novembre 2021.

I 3 lanci più recenti hanno portato in orbita l’Innovative Satellite Technology Demonstration Program di JAXA, che mira a stimolare lo sviluppo di nuove tecnologie spaziali giapponesi, in particolare apparecchiature sviluppate da università e società private.

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