Siccità: in Lombardia 417 milioni di danni per 9 mila aziende agricole

Danni a 9 mila aziende agricole in Lombardia a causa della siccità: "i danni sono arrivati fino al 70% di incidenza in alcune zone"

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A partire dal mese di maggio, gran parte d’Italia è stata interessata da scarse precipitazioni che hanno inciso fortemente sui livelli dei principali fiumi e invasi idrici. La Regione Lombardia si è subito attivata per raccogliere le schede relative ai danni subiti dalle aziende agricole non assicurate a copertura dei danni da siccità per l’anno 2022. Sono stati registrati danni totali per 417 milioni di euro a oltre 9 mila imprese del settore. Sarà, dunque, inoltrata al Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali la richiesta di risarcimento. 

Ci auguriamo – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi – che da parte dello Stato arrivi un risarcimento adeguato e in tempi rapidi. Questa estate abbiamo fatto un lavoro di squadra con tutti i gestori per garantire all’agricoltura una quantità di acqua che potesse salvare i raccolti. Abbiamo vissuto una crisi idrica senza precedenti. Ora è necessario un grande piano nazionale invasi per affrontare le difficoltà delle prossime stagioni”. 

Per realizzarlo, ha aggiunto l’assessore, “serve volontà politica. Regione Lombardia si è già dotata di una legge per incentivare il recupero delle ex cave come bacini irrigui, risorse e soprattutto procedure autorizzative rapide a burocrazia zero. Dobbiamo dare risposte al territorio se non vogliamo che le aziende agricole chiudano”. “I danni – ha concluso Rolfi – sono arrivati fino al 70% di incidenza in alcune zone. Particolarmente rilevante il dato di Pavia, con perdite significative al comparto del riso. In un periodo di cambiamenti climatici, è necessario per il nostro Paese uno scatto in avanti sul tema dell’innovazione agricola per efficientare ulteriormente le risorse idriche. La crisi di quest’anno dimostra la necessità abbattere burocrazia e tabù ideologici che hanno frenato l’evoluzione agricola nel nostro Paese”.