Uragani e auto elettriche: il problema delle grandi evacuazioni

Grandi evacuazioni a causa di una emergenza naturale, come un uragano, sarebbero possibili con le auto elettriche? I problemi sono tanti
MeteoWeb

La stagione degli uragani obbliga gli Stati Uniti (e non solo) a pianificare le vie di evacuazione quando una forte tempesta si dirige verso la terraferma. Le scene che siamo abituati a vedere sono quelle di strade piene di lunghe code di veicoli che lasciano l’area a rischio. Ma tutto ciò sarebbe possibile con le auto elettriche, sulle quali si punta come mezzo per ridurre le emissioni inquinanti e dunque combattere il riscaldamento globale? 

I veicoli elettrici hanno un’autonomia più breve rispetto ai veicoli a carburante e richiedono la ricarica nelle stazioni con porte di ricarica. La Professoressa di ingegneria civile e ambientale Eleftheria Kontou ha parlato dell’argomento con Lois Yoksoulian, Physical Sciences Editor presso l’Università dell’Illinois. 

A causa dell’autonomia limitata e delle scarse reti di infrastrutture di ricarica, i veicoli elettrici sono più suscettibili di rimanere bloccati durante le evacuazioni. Le vie di evacuazione esistenti non tengono conto delle frequenti esigenze di ricarica e dei lunghi tempi di ricarica dei veicoli elettrici, ponendo barriere all’evacuazione e a raggiungere i rifugi. 

Potrebbe essere necessario reindirizzare i veicoli elettrici per accedere alle stazioni di ricarica e deviare dal percorso più breve verso la sicurezza, aumentando il tempo di evacuazione. La ricarica richiede tempo e aumenta anche il tempo per raggiungere i rifugi durante le evacuazioni. A causa del numero limitato di stazioni di ricarica, si prevede la formazione di lunghe code, lasciando i conducenti di veicoli elettrici più esposti al pericolo. Inoltre, le interruzioni di corrente possono rendere inutilizzabili sia le stazioni di servizio che di ricarica, mettendo a dura prova la capacità dei conducenti di sfuggire ad altri pericoli come incendi e inondazioni”, ha spiegato Kontou. 

Gli ingorghi che si vengono a creare in caso di grandi evacuazioni sarebbero un problema enorme per i conducenti di auto elettriche, che rischierebbero di vedere esaurita la carica delle batterie. Per non parlare del fatto che praticamente non c’è riscaldamento o aria condizionata in un veicolo elettrico a causa dell’elevato consumo della batteria.  

Se si rimane bloccati in strada tutta la notte, senza batteria, senza riscaldamento, senza tergicristalli, senza radio, senza GPS (tutto questo scarica le batterie), tutto ciò che si può fare è provare a chiamare i servizi di emergenza per portare in salvo donne e bambini. Ma con le strade bloccate sarà impossibile essere raggiunti.

Lo stesso problema per la carica delle auto elettriche si verrebbe a creare durante le partenze per le vacanze estive con chilometri di ingorghi. 

Poiché l’attuale infrastruttura di ricarica è stata costruita per soddisfare le esigenze quotidiane dei viaggiatori di veicoli elettrici, i coordinatori delle emergenze dovranno rivalutare la sua capacità di gestire i picchi di domanda di un’evacuazione correlata a una catastrofe naturale. Ad esempio, la designazione di percorsi di evacuazione specifici per i veicoli elettrici fornirà un accesso affidabile alla ricarica riducendo i tempi di evacuazione totali e l’affollamento delle stazioni di ricarica”, suggerisce Kontou rispetto ai miglioramenti che potrebbero essere realizzati per affrontare il problema di grandi evacuazioni a bordo di veicoli elettrici. 

I conducenti di veicoli elettrici devono rivedere le vie di evacuazione esistenti e valutare le loro opzioni di ricarica in un ipotetico scenario di evacuazione. Se non è possibile raggiungere la sicurezza con i loro veicoli elettrici, potrebbero dover coordinarsi con i vicini o utilizzare un veicolo secondario con un’autonomia più ampia”, ha aggiunto Kontou. 

Infine, un altro grosso problema legato alle auto elettriche è rappresentato dai miliardi di batterie scariche, che non si possono seppellire nel terreno e non possono finire in discarica, creando dunque un altro problema ambientale.

Condividi