Crisi idrica, l’ambizioso progetto: un acquedotto dall’Albania alla Puglia

Le due sponde dell'Adriatico verrebbero collegate da 85 km di condutture sottomarine

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Un grande e ambizioso progetto: costruire un’imponente infrastruttura idrica nel mare Adriatico tra Puglia e Albania“: è la proposta lanciata dal presidente di Confindustria Puglia e Bari-Bat, Sergio Fontana, durante l’assemblea annuale di Confindustria Bari-Bat.

Il progetto collegherebbe un Paese ricco di risorse idriche e una regione che si affida alle infrastrutture per approvvigionarsi dalle regioni vicine, Basilicata e Campania. Le due sponde dell’Adriatico verrebbero collegate da 85 km di condutture sottomarine e 120 km sulla terraferma, per portare l’acqua da Argirocastro (Girokaster), in Albania, a Galugnano, in Salento.

La crisi idrica che è appena emersa nel corso di quest’anno, diventerà vera emergenza nei prossimi anni. Abbiamo ancora una volta necessità di una politica che riesca a non guardare alle prossime elezioni, ma come disse De Gasperi, alle future generazioni,” ha sottolineato Fontana. “Qui in Puglia, abbiamo le competenze per essere un punto di riferimento nazionale per la politica idrica. Abbiamo l’Acquedotto Pugliese, il più grande d’Europa, la prima stazione appaltante della Puglia. Unita dal mare Adriatico abbiamo, qui, di fronte a noi l’Albania, un Paese ricchissimo di acqua. Con l’Albania abbiamo dei rapporti di vicinanza eccezionali. Abbiamo un’opportunità enorme per affrontare la crisi idrica, in maniera preventiva. Possiamo dar vita a un grande e ambizioso progetto: costruire un’imponente infrastruttura idrica nel mare Adriatico tra Puglia e Albania“.

Nelle scorse settimane era stato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano a scrivere al premier albanese Edi Rama per manifestare interesse per la grande opera.

Per realizzare l’infrastruttura servirebbero 4 anni di lavori e un miliardo di risorse, da finanziare ricorrendo a Bei, Bers, Stato italiano, Regione e mezzi propri dell’Acquedotto Pugliese. L’obiettivo è di trasportare in regione 150 milioni di metri cubi di acqua all’anno con una condotta sottomarina che nei punti più profondi arriverebbe anche a 850 metri sotto il livello del mare.