Scoperta sensazionale sul fondo dell’oceano. E’ stato confermato il ritrovamento di uno dei pezzi più grandi dello Space Shuttle Challenger della NASA. Il relitto è stato rinvenuto da un team che stava girando un documentario alla ricerca di un aereo abbattuto durante la II Guerra Mondiale.
L’oggetto, rimasto dove è stato trovato dalla troupe che ha filmato la nuova serie di The History Channel “The Bermuda Triangle: Into Cursed Waters“, è stato identificato dalla NASA sulla base della costruzione dell’oggetto e della presenza dello scudo termico. Il segmento del Challenger è stato rinvenuto nelle acque al largo della Space Coast della Florida, a Nord/Ovest rispetto all’area popolarmente conosciuta come “Triangolo delle Bermuda“.
“Questa scoperta ci dà l’opportunità di fermarci, ancora una volta, per esaltare l’eredità dei 7 pionieri che abbiamo perso e per riflettere su come questa tragedia ci ha cambiato,” ha affermato l’amministratore della NASA Bill Nelson. “Anche se sono passati quasi 37 anni da quando 7 audaci e coraggiosi esploratori hanno perso la vita a bordo del Challenger, questa tragedia sarà per sempre impressa nella memoria collettiva del nostro Paese. Per milioni di persone in tutto il mondo, me compreso, il 28 gennaio 1986, sembra ancora ieri“.
La NASA conferma la scoperta di un pezzo del Challenger: dal disastro alle operazioni di ricerca
Lo Space Shuttle Challenger è andato distrutto in 73 secondi durante il suo 25° lancio, a causa di un guasto ai sigilli in uno dei due propulsori a combustibile solido. L’equipaggio dell’STS-51L della NASA (il comandante Francis “Dick” Scobee, il pilota Mike Smith, gli specialisti di missione Ron McNair, Ellison Onizuka e Judy Resnik, lo specialista di payload Greg Jarvis e l’insegnante Christa McAuliffe) ha perso la vita nell’incidente.

In seguito alla tragedia è stata organizzata una maxi operazione di ricerca e salvataggio, la più grande mai condotta dalla Marina degli Stati Uniti e dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti fino a quel momento. Coinvolte migliaia di persone, 16 navi, un sottomarino da ricerca a propulsione nucleare e diversi sommergibili robotici e con equipaggio che hanno ispezionato sistematicamente più di 1.600 km quadrati di fondale oceanico a profondità comprese tra 3 a 365 metri.
In 7 mesi sono stati recuperati 167 pezzi, per un peso totale di oltre 100 tonnellate. I detriti rappresentavano il 47% dell’orbiter Challenger, il 33% del serbatoio esterno, il 50% dei due propulsori a combustibile solido e tra il 40% e il 95% dei 3 payload primari della missione (uno stadio superiore inerziale, un satellite di rilevamento e trasmissione dati e uno strumento astronomico per osservare la cometa di Halley).

Dopo le analisi per scoprire cosa aveva causato l’esplosione, i resti sono stati collocati in aree adibite a Cape Canaveral, un sito di stoccaggio dove, anche negli anni successivi, sono stati collocati altri ritrovamenti.
Una scoperta inaspettata
La scoperta di History Channel è la prima grande scoperta di resti del disastro dell’STS-51L in più di 25 anni.

“Esaminando il filmato fornito dal team, possiamo vedere una sezione di circa 4,5 x 4,5 metri. Tuttavia, abbiamo notato che l’oggetto si estende più in profondità nella sabbia, quindi la dimensione reale è difficile da stabilire a questo punto. Sono piuttosto fiducioso però che sia uno dei pezzi più grandi mai trovati di Challenger,” ha affermato Mike Ciannilli, program manager dell’Apollo, Challenger and Columbia Lessons Learned Program della NASA.
La troupe di History Channel non aveva né l’intenzione, né l’obiettivo di trovare un pezzo di Challenger. Nel marzo 2022, la squadra ha intrapreso una serie di immersioni di ricognizione per indagare su diversi presunti relitti al largo della costa della Florida, tra cui uno al di fuori del Triangolo delle Bermuda, al largo di Cape Canaveral. I sommozzatori stavano cercando il relitto di un aereo di salvataggio Martin Mariner PBM, scomparso senza lasciare traccia il 5 dicembre 1945, cercando al contempo 5 aerosiluranti della Marina degli Stati Uniti parte di una missione scomparsa quello stesso giorno.
Invece dei detriti dell’aereo della II Guerra Mondiale, il team ha scoperto una struttura dall’aspetto moderno. Dopo un consulto con un esperto esterno e un’ulteriore immersione nel maggio 2022, la troupe televisiva ha presentato le prove all’ex astronauta della NASA Bruce Melnick, secondo cui poteva trattarsi di un pezzo del Challenger. Sulla base di tali informazioni, i produttori della serie hanno portato la scoperta all’attenzione della NASA e nell’agosto 2022 Michael Ciannilli ha confermato che si trattava di un resto significativo del veicolo.

“Il significato di questa vasta sezione della struttura di Challenger era immediatamente evidente,” ha dichiarato ad A+E Networks l’esploratore subacqueo Mike Barnette, che ha guidato il team di History Channel che ha effettuato la scoperta. “Abbiamo riconosciuto la necessità di portare questa scoperta all’attenzione immediata della NASA. Il sito, che si trova al di fuori del Triangolo delle Bermuda al largo della costa della Florida, rappresenta la perdita di 7 coraggiosi astronauti, compagni esploratori“.
“Una delle prime cose che abbiamo fatto è stata avvisare tutte le famiglie dello Space Shuttle Challenger in modo che fossero informate,” ha affermato Ciannilli.
I passi successivi alla scoperta
Il primo episodio della serie in 6 parti di The History Channel “The Bermuda Triangle: Into Cursed Waters“, la cui presentazione in anteprima è prevista per il 22 novembre, racconta la scoperta del Challenger, dalla prima immersione alla riunione dei team alla NASA.
“Sebbene la straordinaria scoperta del relitto del Challenger non facesse parte della missione iniziale del nostro team di subacquei nell’esplorazione del Triangolo delle Bermuda, il significato storico del ritrovamento non può essere sottovalutato,” ha affermato Eli Lehrer, vicepresidente esecutivo e capo di programmazione di The History Channel. “Il Challenger è una parte vitale della storia della nostra nazione e siamo onorati di portare alla luce questa importante scoperta“.
Tutti i detriti del Challenger sono di proprietà del governo degli Stati Uniti. La NASA sta attualmente valutando quali ulteriori azioni potrebbe intraprendere riguardo alla scoperta che possano adeguatamente onorare gli astronauti e le loro famiglie.
“Attualmente stiamo esaminando le opzioni su come andare avanti dopo questa scoperta. Posso assicurarvi però che la NASA metterà la memoria e l’eredità dell’equipaggio e delle famiglie al primo posto nei suoi pensieri e nella pianificazione,” ha affermato Ciannilli. “È molto importante mantenere viva la memoria dell’equipaggio e della missione“.


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