“Terremoto, Trivelle, Terrore”: la ricerca di idrocarburi nelle Marche

Il forte terremoto nelle Marche di questa mattina fa tornare alla ribalta della cronaca un dilemma atavico, quello delle trivelle che causano scosse: la scienza, in merito, si è espressa più volte

“Terremoto, Trivelle, Terrore”. Il terremoto nelle Marche ha fatto tornare alla ribalta un tema mai in verità messo da parte: quelli del legame tra terremoti e trivellazioni. Già dieci anni fa, nel 2012, diverse associazioni ambientaliste contrastavano i programmi di ricerca e produzione di idrocarburi in Italia. Basti pensare che all’epoca Legambiente, WWF e Greenpeace si opposero con veemenza, riuscendo ad avere la meglio, al Decreto Passera “Cresci Italia”. Quest’ultimo liberalizzava le ricerche di idrocarburi nell’Adriatico. Tra le motivazioni della strenua opposizione vi era innanzitutto il fatto che le trivellazioni causerebbero terremoti, con conseguenti danni all’ambiente e al turismo.

In un articolo pubblicato nel 2014 su XXI secolo, Scienza e Tecnologia, Giuseppe Cippitelli e Uberto Crescenti si occuparono proprio del possibile nesso tra ricerche di idrocarburi e terremoti.
Nel gennaio 1972, da gennaio a novembre, la città di Ancona fu interessata da uno sciame sismico che provocò grande panico tra la popolazione. Furono registrate due scosse principali di particolare intensità, una a gennaio l’altra a giugno – si legge nell’articolo di 8 anni fa -. In piena crisi sismica, dopo pochi mesi dalla prima scossa, circolò in Ancona un libretto dal titolo: ‘Le tre T di Ancona: Terremoto, Trivelle, Terrore‘. Si diffuse così tra la popolazione il convincimento che il terremoto fosse causato dalle ricerche di idrocarburi che l’Agip Mineraria (joint-venture AgipShell) stava svolgendo nel territorio marchigiano e più precisamente in quello anconetano e nell’antistante area marina”.

Il dito puntato contro Agip

Fu così che per iniziativa di un Comitato cittadino fu organizzato
un convegno presso la sala convegni della Provincia di Ancona, per approfondire l’argomento. Dopo vari interventi accalorati di alcuni cittadini che ritenevano l’Agip responsabile della crisi sismica, il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Ancona con voce tonante chiese agli esperti: “Vi prego, segnalatemi i responsabili di questi terremoti in modo che io possa intervenire”. Tra gli esperti c’era uno di noi, Crescenti, all’epoca docente di Geologia presso la Facoltà di Ingegneria della Università di Ancona, e lo staff tecnico dell’Agip. Questi ultimi non intervennero nel dibattito, per cui Crescenti si trovò da solo a fornire una informazione scientifica”.

Terremoto e trivelle: l’opinione di Crescenti

“Crescenti disse allora che, prima di essere professore presso la locale Università, aveva svolto per oltre 10 anni ricerche di idrocarburi nell’Italia centro-meridionale come dipendente della Società Montecatini e che successivamente aveva svolto la stessa attività come libero professionista. Con tale esperienza maturata nel settore specifico della ricerca di idrocarburi in Italia, ma anche con contatti internazionali, poteva serenamente affermare che tra il terremoto di Ancona e la ricerca di idrocarburi non c’era alcuna correlazione. Questo per due motivi principali. Primo, perché i terremoti in Ancona c’erano sempre stati, come dimostrato dalla cronaca secolare dell’area. Crescenti ricordò che addirittura lo stemma di Ancona raffigurava S. Giorgio che con un lungo forcone teneva a bada un drago immobilizzandolo nel sottosuolo. Era evidente il significato di questa rappresentazione; il drago nel sottosuolo rappresentava il terremoto e S. Giorgio ne contrastava l’attività”.

Il secondo motivo, secondo Crescenti, stava nel fatto che “dalla letteratura specializzata e dalla esperienza mondiale non erano noti terremoti di una certa intensità causati da attività di ricerche di idrocarburi. Solo in casi particolari, quando una società aveva necessità di migliorare la produzione di un giacimento, si poteva procedere alla fratturazione in profondità della roccia
serbatoio con tecniche particolari, per migliorarne la permeabilità e facilitare quindi la estrazione del petrolio. In tali casi si erano verificate a volte scosse di piccolissima intensità, registrate strumentalmente e di difficile percezione da parte della popolazione. Comunque questa circostanza non era da prendere in alcuna considerazione in quanto nel territorio anconetano non esistevano giacimenti di idrocarburi e pertanto la tecnica di fratturazione delle rocce in profondità non era mai stata adottata. La polemica ovviamente non terminò con l’intervento di Crescenti; il Procuratore, comunque, non prese provvedimenti”.

Le fake news più forti della verità scientifica

Nonostante le evidenze scientifiche e le opinioni di un esperto del settore come Uberto Crescenti, a furor di popolo la gente chiese la testa di Agip. Fu così che il colosso spostò in altri luoghi i propri uffici, con conseguente perdita di posto di lavoro e di indotto. Fu un danno economico non indifferente per Ancona.

Oltre al danno, però, ci fu anche la beffa: anche senza trivelle i terremoti in zona proseguirono. Perché anche se la scossa di oggi è una delle più forti registrato nel territorio nell’ultimo secolo, altre scosse di minore entità sono caratteristiche della costa marchigiana.