Clima, Nimbus: “2022 anno più caldo dal 1753 a Torino”

Clima: "i precedenti record annuali di temperatura e precipitazioni a Torino sono stati battuti rispettivamente di quasi 1°C e di 95mm"
MeteoWeb

Il 2022 è stato per Torino l’anno più caldo dal 1753. È stato anche il più secco dal 1803 e, per quel che riguarda la radiazione solare, il più abbondante dal 2004, quando sono cominciate le misurazioni. Ad affermarlo, sulla propria pagina Facebook, è la Società meteorologica Nimbus, secondo cui “i precedenti record annuali di temperatura e precipitazioni sono stati battuti non d’un soffio, come di solito accade, ma rispettivamente di quasi 1°C e di 95mm, davvero un’enormità per la statistica climatica”.  

La causa, osserva Nimbus, da ricercare nella “straordinaria ostinazione degli anticicloni sull’Europa” che, per il Nord Ovest d’Italia, ha comportato, fra l’altro, una forte carenza di precipitazioni. Anche in autunno le pianure del Piemonte occidentale, sottovento alle Alpi in regime atmosferico da Ponente, hanno potuto beneficiare solo in “piccola parte” dei flussi umidi dall’Atlantico e dal Mediterraneo, e si sono collocate, insieme al Cagliaritano e al Catanese, fra le zone d’Italia con “i più miseri totali pluviometrici annui”.  

La temperatura media registrata alla stazione Arpa di Torino-Consolata è stata di +16°C (+1,6°C rispetto al già caldo trentennio 1991-2020). Le precipitazioni si sono fermate a 310mm, vale a dire il 34% della norma (e il 66% sotto media). “Il miglior augurio per il 2023 – conclude Nimbus – è che sia un anno meno estremo, sotto tanti aspetti, di quello che oggi si chiude”.  

Boni: “la politica apra gli occhi sul problema siccità” 

Siamo di fronte a una siccità senza precedenti e servirebbe una immediata presa di coscienza“. Così Igor Boni, esponente radicale, commenta i dati diffusi dalla società meteorologica Nimbus. Secondo Boni, “non c’è alcuna consapevolezza del problema e non sarà qualche pioggia o qualche mese più piovoso a cambiare la realtà: la risorsa idrica scarseggia e sarà una questione serissima nel breve periodo”. Per l’esponente radicale, occorre promuovere “riforme sul risparmio idrico in agricoltura e sulla riduzione dei nostri consumi che può avvenire solo con campagne di informazione incisive”.  

“È compito della politica – aggiunge – aprire gli occhi e farli aprire a chi li tiene ostinatamente chiusi. Abbiamo chiesto provvedimenti di riforma e gestione a livello padano: nulla. Abbiamo chiesto alla regione e al comune di investire sull’informazione alla cittadinanza: nulla. Abbiamo chiesto innovazione nella gestione dell’acqua in agricoltura: di nuovo nulla. Un comportamento letteralmente irresponsabile”.  

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