La Francia, nell’ambito della sua legge su ‘clima e resilienza’, vieta gli aerei per le tratte brevi se c’è il treno e la Commissione Ue guarda con interesse all’iniziativa. Il via libera di Bruxelles a Parigi è un precedente per tutti i Paesi dell’Ue.
In Italia, la parola d’ordine, invece, è “intermodalità”. Infatti, Trenitalia e il gruppo Fs, spiegano dal gruppo italiano, stanno già lavorando da tempo per implementare i servizi di connessione diretta di Alta Velocità con gli scali aeroportuali e fare in modo che venga rafforzata l’intermodalità sostenibile e l’integrazione tra treno e aereo. Da Fiumicino, ad esempio, fanno notare da Fs, sono già in funzione collegamenti diretti con Frecciarossa da e per Napoli, Firenze, Bologna, Padova, Venezia con il progetto di realizzare postazioni di accoglienza e biglietteria dedicata.
L’arrivo dell’alta velocità ha segnato una svolta epocale nel mercato dei trasporti italiani. I viaggiatori hanno dimostrato in più occasioni di preferire il treno all’aereo per i collegamenti a corto raggio. Per esempio, la tratta Roma-Milano, prima dell’arrivo dei treni superveloci, era una delle rotte aeree più redditizie in Europa, ma sempre più passeggeri ora preferiscono viaggiare in treno tra le due città.
La preoccupazione dell’industria aerea
La decisione di Parigi desta molta preoccupazione nel comparto dell’industria aerea. Ad essere molto preoccupati in particolare, riferisce Aviation Industry News in un articolo dedicato al tema, sono i cosiddetti ‘aeroporti minori’, quelli nati sul proliferare delle compagnie low cost, principali gestori dei collegamenti a breve raggio intra europei e domestici.
La Iata, però, respinge la proposta francese. “Se eliminassimo tutti i voli inferiori a 500 km in Europa, tipicamente mirati, e li sostituissimo con collegamenti ferroviari, elimineremmo il 24% dei voli in Europa. Ma le emissioni di CO2 del settore aereo – sottolinea Willie Walsh, direttore generale della Iata citato dal sito online evocando un rapporto un rapporto di Eurocontrol – diminuirebbero solo del 3,82%“. La critica della Iata, le cui compagnie associate si sono impegnate a quote a ‘zero emissioni nette’ entro il 2050, è giunta cinque giorni dopo che la Commissione europea ha approvato l’iniziativa francese. Secondo Willie Walsh, una riforma dello spazio aereo europeo, da anni richiesta dalla Iata e mai attuata, “ridurrebbe le emissioni del 10% da un giorno all’altro”.


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