Tim Robbins fa mea culpa su vaccini, green pass e lockdown: “governi hanno fatto cose terribili”

L'attore Tim Robbins riconosce di aver sbagliato a seguire i dettami dei governi sulla pandemia: ecco cos'ha detto

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L’attore Tim Robbins ha espresso rimorso per essersi scagliato contro i non vaccinati e le persone senza mascherina durante la pandemia “Ci siamo trasformati in persone allo stato tribale, arrabbiate e vendicative” ha detto durante il podcast realizzato dal comico britannico Russell Brand, denunciando la politicizzazione delle politiche sanitarie durante la pandemia ed esprimere rimorso per la sua accettazione acritica della narrativa COVID-19 fatta dai media.

Nonostante avesse inizialmente “accettato” e “aderito alle richieste” che gli erano state fatte, Robbins ha spiegato che i suoi incontri nella vita reale erano in contrasto con ciò che gli era stato detto sulla pandemia, sui manifestanti anti-lockdown e sui non vaccinati. Ciò ha generato in lui un senso di dissonanza cognitiva, spingendolo a dubitare della narrativa ufficiale. Robbins viveva a Los Angeles quando la pandemia ha colpito per la prima volta: “Indossavo la mascherina ovunque, mantenevo le distanze sociali aderendo a tutte le richieste che mi venivano fatte. E mi sentivo arrabbiato con le persone che non lo facevano“. È stato solo quando ha visitato il Regno Unito che Robbins ha riconosciuto la possibilità che potesse aver sbagliato ad accettare la narrativa ufficiale della pandemia senza porsi dei dubbi. Robbins in Gran Bretagna ha notato che molte persone non aderivano alle richieste fatte dal loro governo: “Ho pensato, beh, avranno una giornata difficile in arrivo perché andranno incontro a morte certa“. “Quando ho visto che in Gran Bretagna non c’era un enorme tasso di mortalità, dopo aver assistito personalmente a ciò che stava accadendo, ho iniziato a farmi sempre più domande su ciò che ci veniva detto e se fosse vero o meno“.

La catastrofe paventata per i non vaccinati, che Robbins e altri si erano sentiti garantire dai governi occidentali e dai media, non si era poi effettivamente verificata. L’attore, quindi, ha iniziato a chiedersi cos’altro non fosse così. Robbins ha ricordato di essersi imbattuto in una protesta a Londra, a cui si era unito soltanto perché incuriosito. “Ho visto il modo in cui venivano descritti dalla stampa, e non era vero“, ha detto Robbins. “Questi non erano nazisti del Fronte Nazionale. Questi erano liberali e di sinistra, e persone che credevano nella libertà personale“. Robbins ha poi suggerito che la pandemia fosse particolarmente politicizzata negli Stati Uniti. E l’intervistatore ha aggiunto: “C’è molta più ideologia politica, piuttosto che saggezza, prudenza o onestà, quando si sente affermare ‘stiamo seguendo la scienza’“.

Robbins ha detto ancora: “All’inizio, quando c’era Trump, se eri un democratico non avresti preso quel vaccino perché era il vaccino di Trump. Quando poi i DEM hanno preso il potere, la narrazione è cambiata in maniera orwelliana: se non prendevi il vaccino diventavi un repubblicano. Penso che abbiamo perso molto di noi stessi durante questo periodo: ho sentito persone durante la pandemia dire ‘Se non hai preso il vaccino e ti ammali, non hai diritto a un letto d’ospedale’. Mi ha portato a pensare di voler tornare in una società in cui ci prendevamo cura l’uno dell’altro, in cui se il tuo vicino era malato, gli portavi un po’ di minestra. Non importava come la pensasse politicamente, tu eri il suo fottuto vicino di casa“.
Coloro che disumanizzano e dividono gli altri spesso pensano di essere virtuosi: e così vedi qualcuno che era inclusivo, altruista, generoso, empatico, diventare improvvisamente un mostro. Congelare i conti bancari delle persone perché non sono d’accordo con te è una cosa pericolosa. È un mondo pericoloso quello che abbiamo creato. E dico ‘noi’, perché ne facevo parte, avendo accettato l’intera idea fin dall’inizio“.