Archeoastronomia in Magna Grecia, Porta Rosa e porta Arcaica incorniciano i solstizi | FOTO

"Aspettando il sole sul sentiero del giorno e della notte": sarà porta Arcaica la porta descritta da Parmenide?

MeteoWeb

Solstitium”: Il sole che rinasce, la primavera che cede il passo all’estate e l’autunno che cede il passo all’inverno, l’inizio e la fine che si ricongiungono generando l’infinito, il vecchio che cede passo al nuovo e il nuovo che cede passo al vecchio, espressione che trova nel dio Giano bifronte la sua massima manifestazione, unico dio romano che per dimora non ha un tempio, ma risiede in un piccolo santuario formato da due archi contrapposti , la statua dai due volti, uno vecchio e l’altro giovane che lo rappresenta, è posta al centro rivolta ad osservare gli orizzonti opposti.

Salerno, parco archeologico di Elea/Velia, l’appassionato di archeoastronomia Nicola Giuliano, dopo tre anni di ricerca, conferma le sue teorie sulle caratteristiche strutturali e di orientamento di porta Rosa, scovando quella chiave di lettura che rende un comune viadotto, un arco capace di rilevare il tempo ai due solstizi, sfruttando il movimento del sole nella volta celeste. Dopo i rilievi fotografici fatti il 21/12/2021 che non andarono a buon fine causa maltempo, l’archeoastronomo dopo un anno ci ha riprovato e, all’alba del 18/12/2022 periodo del solstizio d’inverno, è tornato nel parco archeologico e questa volta, complice il cielo sereno, è riuscito a filmare l’intero evento luminoso anche da più angolazioni. Per rilevare quanti più dati possibili sul transito del sole, Giuliano è stato sul posto per circa un’ora e quando alle prime luci dell’alba, il sole si è trovato astronomicamente in linea perpendicolare (orientato) con porta Rosa a 119,6° azimut, non ha riscontrato alcun effetto luminoso, dando risposte ad alcune sue ipotesi nate a seguito dei rilievi del 21/12/2021, (Rilievi pubblicati sempre dal giornale online MeteoWeb il 20/03/22). Le immagini rilevate in quella occasione, furono compromesse dal maltempo, infatti durante le riprese le nuvole non resero possibile vedere il transito del sole per tutto il tempo, ma un anomalo raggio di luce catturato dalla sensibilità della macchina da presa, vide stranamente il sotto volta del monumento illuminato per metà, lasciando Giuliano con tante domande a cui dare una risposta. L’archeoastronomo col tempo riesce a spiegare il fenomeno grazie ad un evento serale, una manifestazione organizzata dal parco archeologico, che ha consentito a Giuliano di trovarsi sul posto quando l’arco a tutto sesto era illuminato da luce artificiale. La vista del sotto volta illuminato dalla luce architetturale ha chiarito tutti gli interrogativi, ad illuminare il sotto volta, non era un raggio di sole diretto, ma la luce del cielo che si rispecchiava nel faro che illuminava il monumento. Chiarito questo si è andati avanti con le riprese, attendendo secondo le previsioni, che il sole superasse i 3.0° di altezza sulla linea di orizzonte, affinché superasse l’ingombro del monte antistante. Come annunciato, il sole si è affacciato dal monte appena raggiunti i 3.1° di altezza e i 124,5° di azimut, alle ore 7:41 UTC+1 del 18/12/22 nel primo giorno del periodo del solstizio d’inverno. Il periodo solstiziale viene definito con un effetto luminoso ad eclisse, dove per circa una settimana, un osservatore che pone la porta tra se e l’orizzonte orientale, vede nell’angolo a destra del monumento, il sole sbucare da dietro al monte per qualche minuto, per poi sparire messo in ombra da porta Rosa, nell’arco di un 1° di azimut. Tale gioco di luce potrebbe spiegare anche l’esigua larghezza dell’arco che si attesta a soli 2,68 metri. Da questi rilievi si evince come il monumento di porta Rosa adotti due chiavi di lettura diverse per definire i due periodi. Al solstizio d’estate, sfrutta il punto limite laterale annuale del sole al tramonto (299.6° azimut), che viene rilevato osservando il disco solare, che solo in questi sette giorni dell’anno, si allinea col monumento tramontando prospettivamente al suo centro. Per rilevare l’alba del solstizio d’inverno invece, si adottano un metodo e dei riferimenti diversi, in quanto l’orizzonte orientale è occupato dal monte e quindi come riferimento si è utilizzato il lato destro della porta. Il sole sbuca e sparisce subito dopo nell’angolo della porta, in solo 1° di azimut, nella stessa posizione per circa sette giorni nel periodo solstiziale.

Di seguito tre fermo immagine estrapolati dal video ripreso da Nicola Giuliano che attestano l’evento luminoso.

Quanto possono essere casuali e non voluti questi eventi luminosi che si manifestano a porta Rosa?

Secondo quanto sostiene l’archeoastronomo, ed in funzione dei risultati positivi ottenuti dai rilievi del 21/06/2021 e del 18/12/2022, porta Rosa è stata costruita con il preciso intento di assolvere a funzioni calendariali, che sia per ragioni pratiche o di culto questo ancora non è dato saperlo. Ad avvalorare la teoria di Nicola Giuliano si aggiungono i rilievi che lui stesso ha effettuato il 18/12/2022 ai resti di una struttura adiacente a porta Rosa, conosciuta con il nome di porta Arcaica. Tali resti furono portati alla luce, dallo stesso scopritore di porta Rosa Mario Napoli, il quale collocò porta Arcaica al VI sec. a.C., quindi antecedente a porta Rosa, classificando i resti come porta di epoca Ellenistica costruita a difesa della città.

Dai rilievi effettuati dal Giuliano e dalle foto scattate si evince come porta Arcaica, abbia le stesse caratteristiche calendariali di porta Rosa. Le due strutture oltre ad essere quasi parallele condividono la stessa larghezza e anche se in maniera inversa, riescono entrambe a rilevare i due solstizi all’alba e al tramonto.

Di seguito le foto che attestano l’allineamento di porta Arcaica con l’alba del solstizio d’inverno.

Da queste foto si rileva come un osservatore che si pone perpendicolare alla traiettoria centrale di porta Arcaica, rivolgendo i resti tra se e l’orizzonte orientale, veda il sole sorgere al suo centro non appena oltrepassa il monte, definendo così l’alba del solstizio d’inverno. Mentre un osservatore che pone porta Arcaica tra se e l’orizzonte occidentale, vedrebbe al tramonto del solstizio d’estate, il sole che nel tramontare si affaccia sul lato sinistro della porta.

I risultati ottenuti dai rilievi del 18/12/2022 a porta Arcaica, possono essere di aiuto ai quei ricercatori ed appassionati di filosofia, che affascinati dagli scritti di Parmenide, sono alla ricerca della porta che il filosofo cita nei suoi racconti come: “la porta del giorno e della notte” da sempre accostata da parte dei più fantasiosi a porta Rosa, non tenendo però conto che porta Rosa è di costruzione postuma alla nascita del filosofo (535 a.C.).

Sarà porta Arcaica la porta descritta da Parmenide? Le sue funzioni calendariali applicate ai solstizi la possono rendere la porta “del primo giorno e dell’ultima notte”?

La più recente porta Rosa, costruita anch’essa per assolvere a funzioni calendariali sul modello di porta Arcaica, può definirsi un abbellimento voluto in periodo di pace, alla quale era prevista un’attribuzione sacra?
Nuove certezze e tante ipotesi, sono venute fuori dalla ricerca portata a termine dall’archeoastronomo Nicola Giuliano, altrettanto numerosi, sono gli interrogativi a cui col tempo si cercherà di dare una risposta, cercando di soddisfare quel bisogno, che l’uomo ha di verità.