Il boom di auto elettriche e pompe di calore manda in tilt la rete: “enorme rischio blackout, urge razionamento”

Preoccupazione in Europa per il boom di fabbisogno energetico per l'aumento di auto elettriche e pompe di calore: è insostenibile per la rete, elevato rischio di blackout

MeteoWeb

L’aumento sempre più rapido dell’utilizzo di auto elettriche e di pompe di calore per riscaldare le abitazioni rischiano di mandare k.o. le reti elettriche dell’Europa, e soprattutto della Germania, al punto che si potranno verificare addirittura estesi blackout. A lanciare l’allarme è stato Klaus Müller, il presidente della Federal Network Agency tedesca, la Bundesnetzagentur, ovvero l’autorità delle reti: “Se continueranno ad essere installate molte nuove pompe di calore e stazioni di ricarica, si dovranno temere problemi di sovraccarico e interruzioni di corrente locali nella rete di distribuzione“, ha dichiarato alla Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung. Proprio domenica – rivela il sito specializzato Euractiv – l’operatore di rete della Germania meridionale, TransnetBW, ha lanciato un appello ai cittadini affinché riducano il loro consumo energetico durante la sera per evitare un blackout. Ma proprio la sera si devono riscaldare  le abitazioni per il freddo, e i cittadini che hanno le auto elettriche le possono ricaricare quando sono casa.

In Germania le linee locali a bassa tensione sono particolarmente a rischio di esaurire la capacità di trasmissione secondo le comunicazioni fornite da Euractiv, tant’è che proprio Müller dovrebbe varare un regime di razionamento dell’elettricità dal 1° gennaio 2024, che toccherà stazioni di ricarica per veicoli elettrici e pompe di calore, garantendo comunque una fornitura minima.

In ogni caso già oggi i Paesi Ue hanno concordato sulla riduzione invernale del consumo di elettricità del 5% nelle ore di punta, per evitare collassi di rete e l’esaurimento delle scorte. Non solo. In alcuni Paesi sono andati anche oltre: in Finlandia gli automobilisti sono stati invitati a evitare di caricare le proprie auto al mattino.

Il tema è che “la rete deve affrontare tre sfide principali: l’integrazione delle pompe di calore, la ricarica dei veicoli elettrici e la produzione sempre più decentralizzata di elettricità“, sottolinea Bram Claeys, senior associate del Regulatory Assistance Project (RAP), un think tank sull’energia pulita, come riporta ancora il sito Euractiv. Serviranno complessivamente investimenti sulla rete che Eurelectric aveva stimato in 375-425 miliardi di euro. Gli investimenti in rinnovabili e auto elettriche dovrebbero andare di pari passo con quelli nelle reti, che però fin qui sono state dimenticate e non sono state adeguate per reggere il passo della transizione. La situazione è complicata perché si sta inoltre assistendo a una forte crescita di energia rinnovabile, che ha enormi limiti in quanto è autoprodotta e intermittente: un fenomeno che è difficilmente gestibile se rapportato al crescente consumo di corrente, che necessità invece di un equilibrio tra domanda e offerta in tempo reale. Quindi da fonti tradizionali, come l’esperto prof. Francesco Battaglia ha spiegato poco tempo fa in un’intervista su MeteoWeb:

Abbiamo visto un aumento del 10% degli investimenti nelle reti di distribuzione tra il 2020 e il 2021“, ha detto Kristian Ruby, segretario generale di Eurelectric a Euractiv. “Quello che avremmo dovuto vedere sarebbe stato un aumento del 40%“, ha sottolineato. Infatti le vendite di veicoli elettrici in Europa sono aumentate del 27% a novembre 2022 rispetto all’anno precedente. E lo stesso vale per le pompe di calore, che sono cresciute a un tasso superiore al 20%, dopo un forte 2021 con una crescita del 34%.

In Italia gli interventi pianificati nel triennio 2022-2024 da E-Distribuzione corrispondono a circa 262 milioni di euro di investimenti, che vanno ad aggiungersi al programma “di investimenti in resilienza” di quasi 672 milioni di euro, già realizzato nel quinquennio 2017-2021. Gli interventi sono mirati a contenere il rischio di disalimentazione a fronte dei principali fattori critici che possono avere impatto sulla propria rete: formazione di manicotti di ghiaccio sui conduttori aerei nei mesi invernali, effetto del vento e della caduta di piante ad alto fusto sulle linee aeree, ondate di calore durante i mesi estivi. Ieri, parlando all’evento Laripartenza 2023, Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Terna, ha rassicurato: “La rete è e sarà in grado di accompagnare lo sviluppo dei 70GW di energie rinnovabili previsti dal piano europeo Fit for 55”.