Caso Crisanti, gli scienziati: “Zaia ha fatto bene, tamponi rapidi utili”

Covid, sul caso Crisanti gli interventi di Gismondo e Dei Tos in favore della posizione di Luca Zaia

Io penso che Zaia abbia fatto bene ad utilizzare quello che nei primi giorni di febbraio 2020 aveva a disposizione, ovvero i tamponi antigenici, per controllare a tappeto la popolazione di Vo’ Euganeo, piccolo comune che registrò il primo morto per Covid in Italia. Con i test molecolari, infatti, non si può fare uno screening di massa, in questa vicenda sto con il governatore”. Così Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’Ospedale Sacco di Milano, all’Adnkronos Salute commenta lo scontro politico-istituzionale (e giudiziario) che vede contrapposti il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il microbiologo, oggi senatore del Partito Democratico Andrea Crisanti. ”Il presidente del Veneto – ancora Gismondoha adottato sin dall’inizio le misure possibili per contenere la pandemia, gliene do atto”. Infine, su Crisanti: ”È un virologo prestato alla politica. Ha fatto la sua scelta, gli faccio i migliori auguri“, conclude.

Mi stupisco del clamore mediatico su questa vicenda, ma in buona sostanza possiamo dire che non c’è nessun dato che sostenga un presunto eccesso della mortalità legato all’uso di tamponi rapidi“. Lo sottolinea il prof. Angelo Dei Tos, preside della Scuola di Medicina all’Università di Padova a proposito dello scontro tra il sen. Andrea Crisanti e il presidente del Veneto Luca Zaia. Dei Tos era il coordinatore dei laboratori di analisi dell’Ateneo patavino allo scoppio della pandemia da Covid-19, nell’inverno 2020. “Bisogna far cessare – ha aggiunto, interpellato oggi dall’ANSA – la narrazione di uno scontro tra una scienza ‘illuminata’ e una politica che non ascolta. E’ giusto che i cittadini sappiano che tutte le scelte politiche di sanità pubblica sono state nutrite in Veneto dal Comitato scientifico, del quale faceva parte lo stesso Crisanti assieme a docenti di Padova e Verona. Il tema critico che ha innescato le polemiche è più sottile: Crisanti sostiene che l’aver deciso di utilizzare in certa fase anche i test rapidi abbia determinato un aumento della mortalità. Questo lo aveva formalizzato in un lavoro mai pubblicato, e che due anni dopo, quando è stato pubblicato su ‘Nature comunications’ non riportava più questo risultato, cancellato probabilmente dalle valutazioni successive“, ha sottolineato, aggiungendo che “i dati pubblicati su Lancet e dal Ministero della Salute hanno invece dimostrato che il Veneto in Europa è l’area con minore mortalità da Covid e, fatta eccezione per la provincia di Bolzano, quella che ha fatto più tamponi“. La scelta di ricorrere ai test antigenici in parallelo a quelli molecolari è quindi avvenuta “perché in nessuna parte del mondo – ha ricordato Dei Tossi è mai riusciti a coprire i bisogni del tamponamento. A Padova e in tutta la regione al massimo riuscivamo a fare 20-25 mila tamponi. E non si trovavano strumenti e reagenti. Siamo stati travolti da una situazione emergenziale nuova, in cui non si riusciva a immaginare cosa fare, nemmeno le aziende. E’ stata una scelta necessaria, perché ha incrementato in maniera esponenziale la necessità di tamponare la popolazione. La minore specificità dei test rapidi è un fatto unanimemente noto, ma può essere compensata dalla frequenza del tampone. Sono elementi da prendere in considerazione, altrimenti – ha precisato – non ci atteniamo alla realtà dei fatti“. Riguardo infine all’indagine padovana che coinvolge il prof. Alberto Rigoli e l’ex dg di Azienda Zero, Patrizia Simionato, Dei Tos ricorda che “ha solo lo scopo di verificare la regolarità amministrativa della procedura di affidamento della fornitura dei tamponi. Quel processo non ha nulla a vedere con la riposta alla questione sollevata da Crisanti. Questa ha avuto già risposta da altri scienziati, e la questione – ha concluso – non trova riscontro nei suoi stessi dati“.