Covid e Cina, il Prof. Cosentino: “basta allarmismi ingiustificati”

Covid, il Prof. Cosentino: "penso che la situazione vada seguita, senza tuttavia cadere preda di allarmismi non giustificati”

La recente esplosione dei casi di Covid in Cina ha portato molti Paesi a introdurre il tampone obbligatorio per i passeggeri in arrivo dal gigante asiatico. Ma mentre alcuni ricadono ingiustificatamente nell’allarmismo, i dati dimostrano che finora i passeggeri dalla Cina testati in Italia sono stati contagiati da varianti già presenti sul nostro territorio e che quindi non rappresentano nuove preoccupazioni. Anche il Prof. Marco Cosentino, direttore del Centro di Ricerca in Farmacologia Medica dell’Università dell’Insubria, spegne gli allarmismi sull’evoluzione del Covid dopo gli avvenimenti della Cina.  

“Credo che un po’ tutti siamo disorientati di fronte alle informazioni contraddittorie che si accavallano da diverse fonti. Le notizie più recenti sembrano per il momento escludere nuove varianti, mentre le piattaforme web segnalano forse una risalita dei contagi ma non dei decessi. Nel frattempo, alcuni Paesi si affrettano a imporre restrizioni sui voli aerei dalla Cina, mentre molti altri non ritengono di farlo”, ha dichiarato Cosentino a “La Provincia di Varese”. “Notevole, ad esempio, l’agenzia statale finlandese per la salute pubblica, che esclude limitazioni degli ingressi dalla Cina sostenendo l’inefficacia dei divieti di ingresso. Un esperto finlandese di malattie infettive avrebbe dichiarato che la limitazione degli ingressi è una misura inefficace e che il numero di contagi nel mondo non rischia di aumentare in quanto Europa, Stati Uniti e resto dell’Asia hanno un tasso di contagio paragonabile a quello cinese. Penso che la situazione vada seguita, senza tuttavia cadere preda di allarmismi non giustificati”.  

“A margine, credo utile puntualizzare che non hanno fondamento scientifico e clinico le affermazioni di coloro che vorrebbero insinuare – quale spiegazione di una eventuale recrudescenza di COVID-19 in Cina – una diversa efficacia dei vaccini COVID-19 cinesi rispetto a quelli in uso nei Paesi occidentali, dato che le migliori evidenze indicano invece livelli di efficacia del tutto paragonabili. Vero che parliamo sempre di un’efficacia limitata, per durata e per intensità, che rende insensata la scelta di orientare le strategie di gestione del COVID-19 sostanzialmente solo sulla prevenzione vaccinale, oltre tutto con vaccini studiati poco e male. Tanto più che i dati ci dicono che i vaccini COVID-19 impiegati in Occidente non hanno effetto apprezzabile sulla trasmissione del contagio, e non c’è motivo di non ritenere che i prodotti cinesi abbiano precisamente il medesimo profilo”. 

Sull’utilità di imporre tamponi ai passeggeri in arrivo dalla Cina, il Prof. Cosentino ha commentato: “i tamponi sono uno strumento diagnostico utile a condizione che venga impiegato correttamente. Ad esempio, forniscono valide informazioni se usati per corroborare un sospetto di diagnosi in una persona con segni e sintomi indicativi. Al contrario, sono spesso fuorvianti se impiegati a scopo di screening su numeri elevati di individui in apparenza sani. Tanto più se sulla base di questi risultati, di per sé poco e nulla attendibili, si incardinano provvedimenti e strumenti vincolanti e lesivi delle libertà individuali, come i lasciapassare sanitari. Non ripeteremo mai abbastanza che quei lasciapassare, oltre tutto graziosamente concessi per mesi e mesi sulla base di una vaccinazione non in grado di bloccare i contagi, sono stati per i non vaccinati uno strumento liberticida e per i vaccinati, esentati dall’obbligo di tampone, un probabile veicolo di maggiore diffusione del contagio. In generale, se da un lato i modelli matematici che si impiegano per quantificare la predittività dei tamponi sono alquanto complessi, dall’altro lato le regole interpretative sono abbastanza semplici: un esito negativo è quasi sempre corretto, mentre uno positivo è tanto più probabilmente corretto quanto più è probabile che la persona che vi si è sottoposta sia davvero contagiata. Così una positività in un sintomatico è probabilmente vera, sebbene non proprio in assoluto, mentre in assenza di sintomi va quanto meno riverificata”. 

“Fatta questa premessa, continuo a ritenere che – in situazioni di elevata circolazione del virus – un accesso facilitato e frequente a tamponi antigenici, tanto più di facile esecuzione come i salivari, sia la miglior misura preventiva per ambienti ad alto rischio di contagio. In un contesto del genere, i controlli aeroportuali hanno probabilmente senso alla partenza, molto meno all’arrivo. Così la pensano ad esempio i finlandesi che menzionavamo prima“, ha detto ancora Cosentino.