La sottovariante di Omicron Covid Xbb1.5 ribattezzata ‘Kraken‘, “che tanto spaventa gli Stati Uniti, è probabile che arrivi e diventi dominante anche in Italia ma da infettivologo non mi preoccupa. Dobbiamo mantenere sì la guardia alta, monitorare la situazione giorno per giorno, come si fa di prassi in presenza di una epidemia, ma niente allarmismi”.
E’ quanto dichiarato all’Adnkronos Salute da Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) fa il punto sulla nuova sottovariante che, secondo l’epidemiologo statunitense Eric Feigl-Ding, potrebbe “destare preoccupazione nel 2023” anche in Europa, dopo che il numero di casi negli Stati Uniti “è raddoppiato in una settimana“. “Dobbiamo innanzitutto aspettare alcuni giorni – fa notare Andreoni – per capire se questa variante ‘buchi’ o meno i vaccini che abbiamo a disposizione” e “se i farmaci antivirali e gli anticorpi monoclonali sono ancora efficaci. Dati e informazioni importanti che avremo però solo nei prossimi giorni“, conclude.
Bassetti: “nessun allarme ma meglio fare il richiamo vaccinale”
La sottovariante Omicron XBB.1.5 “soprannominata ‘Kraken’ è più immunoevasiva rispetto alle precedenti però attenzione questo aspetto è riferita ad un ciclo completo o primo ciclo vaccinale. Il messaggio è che queste varianti sono più contagiose delle precedenti ma al momento orbitano intorno alla galassia Omicron quindi non una malattia più grave e quindi per ora non un impegno maggiore per gli ospedali rispetto ai ricoveri per le forme più impegnative. E probabile che anche ‘Kraken’ risponda al ciclo completo vaccinale, quindi il messaggio che deve arrivare forte e chiaro è che si deve fare la dose di richiamo. Mentre in Italia abbiamo ancora un 70% della popolazione target che non ha fatto il booster, né il primo né il secondo“.
Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, commentando le notizie allarmanti che arrivano dagli Usa sull’incremento di casi Covid dovuto a ‘Kraken’
Pregliasco: “con la sottovariante Kraken ci si può reinfettare”
“Dobbiamo considerare che il coronavirus ha una ampissima variabilità e una tendenza evolutiva a fare di tutto per continuare il suo ‘sporco mestiere’ che è quello di contagiare il più possibile. Per questo dobbiamo continuare nella sorveglianza virologica che in Italia si fa poco. Anche l’allerta d’interesse su ‘Kraken’, la sottovariante Covid Xbb1.5, ci dice che dobbiamo essere attenti. Ci sono segnali che arrivano dagli Usa che indicano una maggiore capacità di contagio anche rispetto a chi ha l’immunità ibrida, quindi è in grado di reinfettare”.
Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano. Dopo la variante Gryphon, i virologi ed epidemiologi di tutto il mondo stanno osservando con attenzione la nuova sottovariante Covid Xbb1.5, identificata come Kraken, che potrebbe “destare preoccupazione nel 2023” anche in Europa, dopo che il numero di casi negli Stati Uniti “è raddoppiato in una settimana“. A lanciare l’allarme è stato l’epidemiologo statunitense Eric Feigl-Ding, che ha condiviso le informazioni su Twitter. “Il lato positivo è che queste mutazioni non seguono un disegno scientifico del virus ma sono inciampi e per ora non abbiamo mai avuto varianti più patogene rispetto a Omicron – ribadisce Pregliasco – ‘Kraken’ potrebbe avere una immunoevasività più alta ma occorre aspettare dati più definitivi“.
