“Un fenomeno meteorologico si può prevedere, non si può prevedere la sua eccezionalità“: su questo concetto è stata incentrata parte dell’arringa dell’avvocato Marco Spagnolo, che difende l’ex presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco e l’ex dirigente dell’ente Paolo D’Incecco in riferimento al procedimento sul caso Rigopiano. La suddetta conclusione è del Tribunale di Lucca, ed è presente nel dispositivo di assoluzione della Provincia toscana in una vicenda simile alla tragedia avvenuta in Abruzzo.
L’arringa ha avuto luogo nel Tribunale di Pescara dove è in corso il processo per il crollo dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), travolto da una valanga il 18 gennaio 2017
In questo scenario, l’Ente Provincia, secondo l’avv. Spagnolo, ha fatto tutto ciò che si poteva fare, nonostante fosse, già da tempo, un ente in disarmo, per la Riforma Del Rio, e al di là di quelle che, invece, dovevano essere le funzioni di Regione e Prefettura. Spagnolo ha anche puntato il dito su uno specifico disciplinare che avrebbero dovuto rispettare i responsabili dell’Hotel, secondo il quale, in caso di terremoto, viste le scosse della mattina di quel 18 gennaio, gli ospiti avrebbero dovuto essere accompagnati nel piazzale per rientrare solo dopo le verifiche statiche della struttura, cosa che non è avvenuta.


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