La scrittura esiste da almeno 14 mila anni prima di quanto si pensi

Risalgono ad almeno 20 mila anni fa i segni di paleo-scrittura decifrati nelle caverne e nelle grotte di Lascaux e Altamira

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Nelle caverne e nelle grotte di Lascaux e Altamira sono stati decifrati segni di una forma di paleo-scrittura risalente a 20mila anni fa. Il risultato eccezionale è stato pubblicato sul Cambridge Archaeological Journal, dagli scienziati dell’University College di Londra e della Durham University. Il team, guidato da Ben Bacon, ha esaminato dei disegni scolpiti nella pietra delle caverne di Lascaux e Altamira durante l’Era glaciale.

Queste iconografie, spiegano gli autori, mostrano che i cacciatori-raccoglitori preistorici usavano una forma di scrittura antica. Serviva per comunicare informazioni già 14mila anni prima di quanto si pensasse in precedenza. Era già noto agli archeologi che queste sequenze di linee, punti e forme servissero a trasmettere informazioni. Il significato di tali simboli era però finora sconosciuto.

Una scrittura che esprime concetti complessi

I ricercatori hanno scoperto che le immagini lasciate dalla popolazione preistorica esprimevano informazioni complesse sulla fauna locale, come cavalli, cervi, bovini e mammut. Secondo l’interpretazione del gruppo di ricerca, in particolare, la proto-scrittura farebbe riferimento a una sorta di calendario. “Sono sempre stato incuriosito da questi segni – afferma Bacon – ho cercato di decodificarli attraverso un approccio simile a quello che altri archeologi hanno adottato per comprendere le prime forme scritte del greco. Abbiamo attinto informazioni dalla British Library e da internet, raccogliendo dati per cercare pattern e schemi nelle forme incise nella pietra“.

Grazie a una collaborazione multidisciplinare, gli studiosi hanno scoperto che un segno simile a una Y era stato utilizzato per indicare la nascita. Sono inoltre state rintracciate correlazioni tra la posizione del simbolo e i mesi in cui gli animali si riproducevano e partorivano. “I calendari lunari – afferma Tony Freeth, dell’Ucl – possono essere particolarmente complicati da decifrare, specialmente perchè il nostro modo di scandire il tempo ha perso qualunque legame con i mesi lunari. Il calendario preistorico che abbiamo descritto attraversa un’ampia geografia a scale temporali straordinarie“.

Questo lavoro – commenta Paul Pettitt, dell’Università di Durham – mostra che i cacciatori-raccoglitori dell’era glaciale sono stati i primi a utilizzare un calendario sistematico in grado di scandire informazioni relative ai principali eventi ecologici a loro noti”.

Il gruppo di ricerca spera che nei prossimi studi sia possibile decifrare maggiori sfumature della proto-scrittura. “I nostri antenati antichi – conclude Robert Kentridge, dell’Università di Durham – erano in grado di registrare informazioni sugli eventi passati e di utilizzare queste nozioni per anticipare l’evenienza di episodi simili. Le popolazioni preistoriche che vivevano nell’Era glaciale potrebbero pertanto essere piu’ simili a noi di quanto pensassimo“.