Secondo il geologo Antonello Fiore, presidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale, “è necessario rivedere il concetto di maltempo, non solo dal punto di vista scientifico, ma anche e soprattutto in relazione alla conoscenza e all’educazione ambientale del cittadino!”.
Massimiliano Fazzini, climatologo e coordinatore del team sul Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale: sottolinea che: “Il concetto del maltempo va interamente riformulato. Basti considerare la situazione idrologica in Italia negli ultimi due anni per domandarsi: è maltempo quando piove, oppure quando c’è sole e non piove da tanto?”.
La crisi climatica ha cambiato la nostra percezione del maltempo
Fazzini, infatti, insiste su un concetto fondamentale: “La crisi climatica in atto che si manifesta con fenomeni climatici estremi sta cambiando la percezione che abbiamo sempre avuto del maltempo. Un tempo il bel tempo era associato al sole, mentre il maltempo alla pioggia. Oggi tutto sta velocemente cambiando“.
I ricercatori hanno sottolineato come in determinate condizioni meteorologiche – ad esempio, in estate la persistenza dell’anticiclone “Africano” che ha di fatto sostituito il famigerato anticiclone delle “Azzorre” – sono registrate temperature così elevate da alzare in modo esponenziale il rischio bioclimatologico. Questo accade in un Paese come il nostro, dove sussiste un importante invecchiamento demografico.
Riformulare il concetto di maltempo nell’ambito di un’educazione ambientale del cittadino
“Quantificare i giorni di maltempo mediante l’utilizzo del concetto di rarità o di eccezionalità statistica di un evento meteoclimatico, dal punto di vista culturale ed educativo, è più complesso e richiede tempistiche adeguate” – continua Fazzini. “Il concetto di maltempo va rivisto non solo dal punto di vista scientifico, ma anche e soprattutto nell’ambito dell’educazione ambientale del cittadino.
“Occorre offrire a tutti l’opportunità di conoscere argomenti che possono profondamente condizionare le scelte imprenditoriali, sociali e individuali, con forti ripercussioni su benessere e salute. Sarebbe bene insegnare l’educazione ambientale sin dalla scuola primaria. Con adeguati metodi educativi, un bambino può comprendere che se non piove e fa troppo caldo ci possono essere rischi con effetti sulla produzioni agricole, gli allevamenti, le produzioni industriali e sulla salute”.
L’importanza di istituire l’educazione ambientale come materia sin dalla scuola primaria
In conclusione Fazzini precisa: “Riteniamo come SIGEA-APS, appare necessario il consolidamento di una società consapevole e resiliente tramite un percorso informativo ed educativo – istituzionale e non – della società tutta. Passa dall’educazione dei più giovani l’efficacia delle azioni politiche per migliorare le condizioni socio economiche, la tutela dell’ambiente e del territorio, del benessere diffuso. I bambini che oggi siedono ai banchi di scuola stanno ereditando nuovi e complessi assetti ambientali che necessitano di comportamenti e decisioni supportate da una nuova etica ambientale che potrà crescere con loro solo se avviata da subito”.


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