L’Australia permetterà la prescrizione di droghe per curare patologie mentali

La ricerca scientifica ha ripreso a valutare gli effetti di droghe come MDMA sulla salute mentale
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Dopo decenni di demonizzazione, da luglio, in Australia, sarà possibile prescrivere MDMA e psilocibina – la sostanza contenuta nei funghi psichedelici – rispettivamente per il trattamento del disturbo da stress post traumatico e di depressione grave, quest’ultima in caso altre terapie o psicofarmaci non abbiano portato alcun giovamento. La decisione, comunicata dal Therapeutic Goods Administration, coinvolgerà solo alcuni specifici professionisti autorizzati, mentre non interverrà nella diffusione delle due sostanze, il cui possesso al di fuori di contesti sanitari particolari resta proibito.

Gli effetti di MDMA e psilocibina

Negli ultimi anni, dopo un periodo in cui sono state utilizzate solo a scopo ricreativo, la ricerca scientifica ha ripreso a valutarne gli effetti sulla salute mentale. A inizio maggio 2021, per esempio, è arrivata la conferma che l’MDMA si è dimostrata efficace anche nella fase 3 di test nel supporto alla psicoterapia e nel trattamento di coloro che soffrono di sindrome da stress post traumatico. Grazie alle tecniche di neuroimaging, alcuni studi hanno poi mostrato risposte del cervello simili nell’utilizzo di psilocibina ed LSD, ma anche ketamina, DMT, il principio attivo dell’ayahuasca e della mescalina.

Interesse sulle sostanze e legalizzazione

L’interesse crescente per queste sostanze e i loro effetti terapeutici negli ultimi anni hanno portato sempre di più il tema della loro legalizzazione al centro del dibattito pubblico. Diversi studi hanno infatti dimostrato come, in piccole dosi – il cosiddetto microdosing – siano molto utili per trattare disturbi dell’umore, ansia, disturbo da stress post-traumatico e depressione.

I cambiamenti nei pazienti

Uno studio pubblicato lo scorso novembre sul New England Journal of Medicine, per esempio, evidenziava come dopo una singola dose di psilocibina, un terzo dei pazienti che assumevano la sostanza in modo combinato a un percorso terapeutico hanno mostrato subito dei miglioramenti. La loro azione influisce principalmente sulla serotonina, banalmente conosciuta come l’ormone della felicità. Terapie di questo genere dovrebbero ovviamente avvenire sotto lo stretto controllo medico, abbinate a un percorso parallelo di psicoterapia e in un contesto idoneo.

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