Riso, alcune varietà italiane hanno un indice glicemico basso

Una ricerca ha dimostrato che alcune varietà di riso coltivate in Italia presentano un indice glicemico basso. Possono quindi essere consumate da persone con diabete

Una ricerca innovativa condotta da Ente Nazionale Risi, Università di Pavia e Politecnico di Torino ha dimostrato che alcune varietà di riso coltivate in Italia presentano un indice glicemico basso. Possono quindi essere consumate in quantità maggiore da persone con problemi di diabete. Il progetto si è basato per la prima volta sui risi di tipo japonica, e ha indagato, oltre che sugli indici glicemici, anche sulle strutture interne del granello.

Due in particolare sono risultate caratterizzate da un indice glicemico molto basso: Selenio e Argo. Altre tipologie di riso italiano, destinate al mercato interno, sono caratterizzate da indici bassi, ad esempio il Carnaroli, S.Andrea e Iarim. “Si tratta di un risultato straordinario – spiegano i ricercatori Mariangela Rondanelli dell’ Università di Pavia, Francesco Savorani del team del PoliTo e Filip Haxhari, responsabile miglioramento genetico di Ente Risinon solo per il valore dell’indice in sé, ma anche perché, essendo varietà già in coltivazione, possono diventare un’alternativa immediata e sana per chi soffre di diabete”.

“Si parla spesso – è il commento del presidente di Ente Risi, Paolo Carràdel fatto che il riso ha un alto valore di indice glicemico, e quindi non è adatto all’alimentazione dai diabetici. Come Ente Risi abbiamo voluto vederci chiaro, finanziando l’indagine”.