di Gianluca Congi – Sono i due monti più alti del massiccio silano, il Botte Donato a 1928 m e il Montenero a 1881 m, dominano da quasi duemila metri uno dei più vasti altipiani d’Europa, coperto da una lussureggiante vegetazione fatta da foreste a perdita d’occhio in particolare di pini larici silani e faggi. Terra di lupi, scoiattoli meridionali e di picchi neri, la Sila calabrese si estende per 150.000 ettari, compresi i rilievi minori adiacenti, abbracciando ben tre province: Cosenza, Catanzaro e Crotone. La suddivisione prettamente geografica di Sila Grande, Piccola e Greca di certo non tradisce l’univoco fascino montano che regna dai tempi nel cuore del Mediterraneo.
Le foto riprendono la quiete dopo la tormenta di neve scatenatesi i giorni scorsi. Intense nevicate e temperature sotto la media, hanno interessato i monti soprattutto dai 1500 m in sù. I due rilievi più alti della Sila, Botte Donato e Montenero guardano oggi l’orizzonte dal centro della Calabria, sono ammantati di bianco, oltre 30/40 cm di neve fresca e nei valloni più ombrosi vi è altra neve, quella presente da fine novembre. Nei tempi, sulla Sila, nevicava da ottobre a maggio e talvolta anche a giugno.

I tempi dei “nivari” (uomini che conservavano la neve in buche fino all’estate al fine poi di venderla per poche lire come gelato o granita dei poveri) sono svaniti da decenni. Le montagne hanno bisogno di tanto rispetto e perciò non gradiscono violenze e interferenze. Vanno amate anche senza la neve. Del resto loro sono lì da epoche immemorabili…a differenza di noi umani sempre e solo di passaggio, con il caldo o il freddo, con la neve o senza di essa. Gli impianti a servizio del turismo invernale possiamo dire che sono sufficienti, ciò che invece necessita alle nostre montagne di Calabria è investire in forme di turismo totalmente sostenibili, praticate fortunatamente sempre in modo crescente e grazie a giovani del luogo che credono nel valore assoluto della natura. I boschi, la fauna selvatica, i fiumi e i laghi della Sila sono capaci di esprimere molti sentimenti, sì proprio dei sentimenti, tutti rigorosamente nobili. La Sila va capita ma soprattutto va amata così come c’è stata donata.



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