“Per chiarezza dei ruoli, noi siamo chiamati a prendere valutazioni tecniche in base alla storia di un determinato orso, mentre secondo la legge il potere decisionale è, in questo caso, della Provincia di Trento“. Questa dichiarazione è stata fatta all’agenzia Agi da Pietro Genovesi, responsabile del servizio per il coordinamento della fauna selvatica di Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) riguardo all’ordinanza di abbattimento, attualmente sospesa dal Tar di Trento (fino all’udienza che si terrà l’11 maggio), firmata dal governatore trentino Maurizio Fugatti nei confronti dell’orsa Jj4.
L’Ispra è una sorta di “fedele custode” del Pacobace, ovvero il “Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno delle Alpi Centro-orientale“. La tabella 3.1 del Pacobace indica i venti livelli di pericolosità dell’orso (A-V).
La tabella che identifica i livelli di pericolosità degli orsi
In questa tabella sono elencati i diversi atteggiamenti e quelli dove è anche previsto l’abbattimento. Nello specifico, quando l’orso è ripetutamente segnalato in centro residenziale, quando l’orso che attacca per difendere i propri cuccioli, quando l’orso che attacca per difendere la sua preda, quando l’orso segue le persone, quando l’orso cerca di penetrare in strutture con presenza umana e, infine, quando l’orso che attacca senza essere provocato.
Genovesi per fare un esempio dell’operatività dell’Ispra, prende in riferimento l’aggressione del 5 marzo in Val di Rabbi dove l’autore è stato l‘orso Mj5. “Noi siamo stati informati subito dalla Provincia di Trento dell’aggressione, il 26 marzo abbiamo ricevuto una cospicua documentazione, relazioni, intervista alla persona aggredita e una prima parte delle analisi genetiche che hanno portato all‘identificazione dell’orso – spiega Genovesi -. Il giorno 12 aprile, considerato il massimo grado di pericolosità perché l’attacco non è stato provocato e in quel momento non c’erano fattori scatenanti (difesa della preda), abbiamo anticipato informalmente che la richiesta della Provincia di abbattimento era coerente con il Pacobace, piano che per ogni comportamento suggerisce una o a volte più misure. In caso di comportamento pericoloso, il Pacobace prevede tre opzioni, intensificazione dei monitoraggi, captivazione (cattura e trasferimento in luogo predisposto) e anche l’abbattimento. Quale opzione da prendere dipende poi dalla Provincia“.
Una situazione complessa
Parlando dell’orso Mj5, il responsabile del servizio per il coordinamento della fauna selvatica di Ispra spiega che ci sono fattori da analizzare quali, “se l’orsa difende i cuccioli o una preda“.
Per quanto concerne l’orsa Jj4, quella che ha ferito a morte il runner Andrea Papi il 5 aprile scorso nei boschi di Caldes in Val di Sole, Pietro Genovesi all’AGI dice, “la valutazione è più complessa e articolata perché aveva già aggredito le persone nel 2020 (padre e figlio in Val di Non, ndr) ma in quel caso aveva i cuccioli, quindi una sorta di attenuante, e l’incontro aveva colto di sorpresa l’orsa“. All’epoca Ispra indicò di optare per il monitoraggio.



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