di Alessandro Martelli (esperto di sistemi antisismici, già direttore ENEA) – In vista della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, che prevede una campata unica sospesa di 3,3 km di lunghezza, ritengo opportuno ricordare quali sono, attualmente, i due ponti con la campata sospesa più lunga al mondo e come essi sono realizzati. Ciò faccio perché ho notato che numerose persone non appaiono aggiornate.
Il Ponte sullo Stretto dei Dardanelli
Come già scrissi all’inizio di dicembre dell’anno scorso [1], ricordo nuovamente che, diversamente da quanto alcuni continuano a sostenere, da più di un anno il ponte con la campata sospesa più lunga al mondo non è più quello dello Stretto di Akashi, in Giappone, bensì quello sullo Stretto di Dardanelli, in Turchia (Figg. 1÷3). Tale ponte (in turco Çanakkale Boğazı Köprüsü), il cui nome ufficiale è Ponte della Battaglia di Gallipoli del 1915 (Çanakkale 1915 Köprüsü), collega le città di Gallipoli e Lapseki, nella Provincia di Çanakkale. Inaugurato il 18 marzo 2022, è il più grande ponte turco e, con i suoi 2.023 m di luce tra le due torri, supera di 32 m la lunghezza della campata del Ponte dello Stretto di Akashi in Giappone.
La lunghezza totale del Ponte sullo Stretto dei Dardanelli è oltre 5 km; complessivamente, la parte sospesa è lunga 3.563 m (770 m + 2.023 m + 770 m), che diventano 4.608 m considerando anche le due rampe di accesso (lunghe, rispettivamente, 680 m e 365 m). I piloni del ponte, sommersi per 37 metri sul fondo dello stretto, si elevano fino ad un’altezza di 318 m (come la Tour Eiffel a Parigi!), ciò che li posiziona al sesto posto nel mondo fra le torri più alte di ponti con campate sospese. Infine, il piano del traffico, largo 36 m (con 3 corsie per ogni senso di marcia), passa a circa 70 m sul livello del mare, consentendo così il transito di grandi navi. Per la costruzione dell’opera furono utilizzate circa 180.000 tonnellate di acciaio.
Dato anche che il Ponte sullo Stretto dei Dardanelli fu costruito in una zona in cui si verificano frequentemente violenti terremoti, esso fu realizzato proteggendolo con moderni dispositivi atti a proteggere il ponte da sismi violentissimi, oltre che a permettere i notevoli movimenti termici previsti. Per quanto riguarda i necessari moderni dispositivi antisismici, si nota che era essi sono ampiamente disponibili e largamente utilizzati ai tempi della progettazione del ponte (non lo erano ancora, per i ponti, neppure in Giappone, ai tempi della progettazione di quello sullo Stretto di Akashi).
È anche da sottolineare che, per il Ponte sullo Stretto dei Dardanelli, i suddetti dispositivi furono realizzati dall’industria manifatturiera italiana, più precisamente dalla Società FIP MEC Srl di Selvazzano Dentro (Padova). Essi consentono di proteggere integralmente il ponte da terremoti violentissimi (di periodo di ritorno pari a 2.475 anni). Consistono in dispositivi di appoggio sferici e speciali dissipatori viscosi. In particolare, l’impalcato del ponte è supportato, in corrispondenza delle spalle, da appoggi sferici multidirezionali che consentono spostamenti termici di ±1,525 m lungo l’asse longitudinale.
Il ponte, costato circa 2,8 miliardi di euro (con il finanziamento di 24 istituti di 10 Paesi) fa parte di un piano di sviluppo di grandi opere infrastrutturali atte a collegare più agevolmente la parte europea della Turchia a quella asiatica ed incrementare, così, lo sviluppo economico del Paese [2]. L’opera costituisce il perno dell’autostrada Kınalı-Balıkesir, collegamento viario di 321 km che connette Istanbul con Balikesir, unendo così la Tracia con la Penisola Anatolica. Il ponte rende ora possibile attraversare lo Stretto dei Dardanelli in soli 10 minuti d’auto (al costo di 12 €), mentre in traghetto ne occorrevano ed occorrono almeno 30 (oltre ai tempi necessari per l’imbarco e lo sbarco).
Il Ponte sullo Stretto di Akashi
Al ponte sullo Stretto dei Dardanelli segue ancora, per lunghezza della campata sospesa, il Ponte dello Stretto di Akashi (Akashi-Kaikyō Ōhashi, letteralmente “Grande Ponte dello Stretto di Akashi”) [1]. Esso è alto 282,8 m e lungo 3.911 m. La sua campata principale è lunga 1.991 m ed è sorretta da torri alte 300 m. Inaugurato il 5 aprile 1998, unisce la città di Kōbe (situta sull’isola di Honshū) all’isola Awaji, passando al di sopra dello Stretto di Akashi [3].
Iniziato ad essere costruito nel 1988 (dopo 20 anni di progettazione), il 17 gennaio 1995 le sue due torri (già erette) resistettero al terremoto di Kobe (di magnitudo Richter M = 6,8), il cui epicentro era localizzato proprio nello stretto di Akashi, contrariamente a tante altre strutture della zona: infatti, il terremoto causò oltre 6.000 vittime. L’unico effetto negativo sulle torri del ponte fu lo spostamento di 1,20 m di quella sud, che costrinse a sospendere i lavori per un mese. Grazie a prove sperimentali volute dal Governo giapponese fu dimostrata la capacità del ponte di resistere a venti di velocità fino a 150 km/h. Inoltre, speciali misure furono prese per impedire la corrosione (a causa della condensazione dell’umidità) dei cavi che sorreggono la campata.
Riferimenti bibliografici
[1] Alessandro Martelli, a cura di Redazione Meteoweb: «Ponte sullo Stretto, perché il progetto a campata unica è il più sicuro per terremoti e tsunami – Ponte sullo Stretto, smontiamo bufale e fake news sulla grande opera tra Calabria e Sicilia», Meteoweb, https://www.meteoweb.eu/2022/12/ponte-sullo-stretto-progetto-campata-unica/1001178219/, 8 dicembre 2022.
[3] Wikipedia «Ponte dello stretto di Akashi», https://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_dello_stretto_di_Akashi.







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