“Noi vogliamo giustizia da parte di chi non è riuscito a creare il giusto equilibrio quando è stato il momento”. Così, Carlo Papi, il padre del runner di 26 anni ucciso da un orso in Trentino, in un’intervista del programma “Oggi è un altro giorno”, su Rai1. L’intervento segue la decisione del Tar di Trento di sospendere l’ordinanza di abbattimento dell’esemplare Jj4. “Questo sistema non ha funzionato, purtroppo. Quanto fatto con il Life Ursus è sfuggito di mano. Tante cose non sono state raccontate dalla gente perché ha paura”, ha aggiunto la madre, Franca Ghirardini, che ha raccontato come il figlio uscisse solitamente con il cane per correre nei boschi.
“Speriamo che il nostro messaggio arrivi in tutto il mondo, perché solo così riusciremo ad avere giustizia. Non vogliamo la vendetta, cerchiamo la giustizia e la verità per Andrea”, ha concluso il padre. Nel corso della trasmissione sono intervenuti anche i legali della famiglia, Maura Cravotto e Marcello Paiar, per evidenziare come non vi siano al momento ricostruzioni ufficiali sull’aggressione al runner.
Fugatti, sorprendente la sospensione ordinanza
“La nostra principale preoccupazione è la tutela dell’incolumità delle persone. Vederci sospesa una nostra ordinanza che va in quella direzione è certamente sorprendente”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, intervenendo a “Oggi è un altro giorno”, su Rai1.
Fugatti ha specificato che, al momento, il decreto del Tar è in corso di approfondimento da parte degli uffici legali della Provincia. “Noi siamo un’istituzione votata dai cittadini e abbiamo a cuore la sicurezza pubblica. Di questo continueremo ad occuparci nel rispetto delle comunità del Trentino, che ce lo chiedono”, ha aggiunto Fugatti, ricordando la presenza in Trentino di tre orsi ritenuti problematici.
Sulla gestione dei grandi carnivori, il governatore ha ribadito che con il ministro dell’ambiente Gilberto Picchetto Fratin si è “discusso di trovare un percorso che porti a spostare una settantina di esemplari in più che ci sono sul nostro territorio in altre realtà”. Secondo Fugatti, il problema “non è mai stato preso in considerazione seriamente”.


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