La tragica morte di Andrea Papi, il runner 26enne ucciso da un orso nei boschi del Trentino il 5 aprile scorso, ha sconvolto l’Italia. Ora è stato identificato l’orso responsabile dell’aggressione mortale ad Andrea e la Provincia autonoma di Trento ha deciso per il suo abbattimento, oltre a quello di altri orsi ritenuti “problematici”. Questa tragedia ha scatenato reazioni e polemiche. Mentre la famiglia del giovane ha intenzione di denunciare la Provincia Autonoma di Trento e lo Stato per aver reintrodotto gli orsi in Trentino tramite il progetto Life Ursus, c’è anche chi si schiera a favore degli animali, in primis le associazioni animaliste, che si oppongono all’abbattimento degli orsi.
Il grande alpinista ed esploratore Reinhold Messner attacca, invece, gli animalisti, prendendo le difese del Presidente trentino Fugatti. Intervistato dal quotidiano Alto Adige, Messner afferma che gli animalisti hanno sempre difeso a spada tratta di orsi, “ma adesso devono rendersi conto finalmente che sono animali predatori e come tali rappresentano un pericolo per chi abita in montagna, per i turisti, per le greggi”. Per questo, “io sto con il Presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti e con il suo predecessore Ugo Rossi che aveva già cercato di affrontare il problema: bisogna assolutamente ridurre i numeri”, ha aggiunto Messner.
“A Roma come a Bruxelles vanno fissate regole chiare e le risposte devono arrivare in tempi brevi”, dice ancora lo scalatore. I sindaci devono avere la libertà di intervenire per evitare altri morti, perché “la tragedia del Monte Peller era prevedibile. Non si può aspettare che l’orso compia altri attacchi prima di agire, perché potrebbe essere troppo tardi”. Ci troviamo di fronte a una situazione “ormai fuori controllo” e perciò “bisogna, quantomeno, intervenire riducendo i numeri”. Le opzioni a disposizione sono “lo spostamento in altri siti oppure anche l’abbattimento”.
