A Paestum grandi scoperte dai lavori per riportare alla luce il santuario scoperto nel 2019 lungo le mura della città antica. Sono mozzafiato le immagini diffuse oggi. “Uno scavo unico” che potrà “cambiare la storia conosciuta dell’antica Poseidonia“, ha anticipato all’ANSA il direttore del parco archeologico Tiziana D’Angelo.
“Il ritrovamento di centinaia di ex voto, statue e altari nel tempietto di Paestum conferma lo straordinario valore di questo sito e le sue grandi potenzialità sulle quali stiamo lavorando,” ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Poco più di un mese fa mi sono recato a Paestum proprio per verificare lo stato del Parco archeologico e capire tutto quello che si può fare, anche in termini di finanziamenti, per rafforzare le attività di conservazione e di sviluppo dell’area. Ogni scavo che riporta alla luce le testimonianze storiche del passato dimostra l’immensa ricchezza del patrimonio archeologico della nostra nazione di cui c’è ancora molto da scoprire“.
Quasi come una finestra aperta su un frammento lungo 500 anni della vita della città che i greci di Sibari fondarono nel 600 a.C e che poi passò sotto i lucani per diventare alla fine una colonia di Roma, ricostruisce Silvia Lambertucci per ANSA. Avviati nel 2020 e subito bloccati dalla pandemia, gli scavi sono ripresi da qualche mese: “Quello che oggi ci troviamo davanti è il momento in cui il santuario, per motivi ancora tutti da chiarire, viene abbandonato, tra la fine del II e l’inizio del I sec. a C“, ha spiegato D’Angelo. L’analisi delle decorazioni fittili ha permesso di datarne la fondazione nel primo quarto del V secolo a C., quando nella colonia greca erano già stati costruiti alcuni dei più importanti edifici monumentali arrivati fino a noi, il tempio di Hera, edificato tra il 560 e il 520 a.C., e quello di Atena, che si fa risalire al 500 a.C. Il tempio di Nettuno venne completato invece un po’ più tardi, nel 460 a.C., dopo una lunga gestazione, prosegue Lambertucci. Di dimensioni molto contenute – misura 15,60 metri per 7,50 – con 4 colonne sul fronte e 7 sui fianchi, il tempietto è come gli altri in stile dorico, ma si distingue per la purezza delle forme.
Diversi oggetti sono stati ritrovati nello spazio che separa il fronte dell’edificio dall’altare: statuette in terracotta con i volti degli offerenti o quelli delle divinità, templi e altari in miniatura, 7 teste di toro.















Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?