Siccità, in Piemonte 40% di precipitazioni a marzo

Prosegue la serie di mesi con precipitazioni al di sotto dei valori storici
MeteoWeb

In Piemonte, il mese di marzo 2023 ha registrato precipitazioni al di sotto della norma climatica 1991-2020, con un deficit medio quantificabile in circa -40%: la distribuzione non è risultata uniforme, infatti, si registrano deficit più contenuti sui settori di confine settentrionali e valori pressoché in media sulla Valle d’Aosta. Le zone alpine occidentali, al confine con la Francia, hanno beneficiato delle nevicate riducendo in parte il deficit pluviometrico. E’ quanto emerge dal bollettino idrologico mensile di Arpa Piemonte.

Con l’inizio della primavera prosegue la serie di mesi con precipitazioni al di sotto dei valori storici: nell’ultimo anno solamente i mesi di agosto e dicembre 2022 hanno determinato surplus idrici, peraltro contenuti. Arpa segnala inoltre come da inizio gennaio solamente in 2 giornate, l’8 gennaio e il 14 marzo, sono state registrate sulla regione precipitazioni medie superiori a 5 mm.

Anomalia di precipitazione mensile negli ultimi 12 mesi, rispetto alla norma di riferimento calcolata per il trentennio 1991-2020

Analizzando l’anomalia delle precipitazioni dell’anno idrologico sull’intero bacino del Po, chiuso alla confluenza con il Ticino, si evidenziano deficit importanti, oltre il 50%, sulle pianure torinesi, cuneesi, in provincia di Asti e nel Biellese.

Anomalia di precipitazione cumulata tra il 1° ottobre 2022 e il 31 marzo 2023 rispetto alla norma del medesimo periodo nel trentennio 1991-2020

Se si rapporta la situazione attuale con il passato, utilizzando l’indice SPI sulla scala dei 3 mesi (gennaio- febbraio-marzo), si nota comunque una situazione di siccità moderata sui settori orientali della regione. Considerando lo scenario a medio (6 mesi) e lungo (12 mesi) termine, dove l’indice riflette la scarsità di pioggia osservata nell’ultimo anno quando, in 10 mesi su 12, l’anomalia di precipitazione è stata negativa, si evidenzia come ampie porzioni del territorio regionale si trovino in condizioni di siccità severa o estrema.

Indice di anomalia delle precipitazioni SPI a 1 mese, 3, 6 e 12 mesi sulla regione Piemonte

Analizzando il bilancio idro-climatico (ovvero la differenza tra pioggia caduta ed evapotraspirazione) medio sul Piemonte, calcolato a fine marzo 2023 per l’anno idrologico in corso, si evidenzia come risulti inferiore al 5° percentile calcolato sugli ultimi 65 anni, risultando inoltre inferiore ai valori di fine marzo 2022.

Bilancio idroclimatico in Piemonte nell’anno idrologico 2022-2023

Per quanto riguarda le temperature si segnala un marzo caldo (anomalia positiva di oltre 1°C) che lo colloca al 9° posto tra i più caldi dal 1958. Le temperature nella parte centrale del mese sono risultate sostanzialmente in media ma in generale si è trattato dell’ennesimo mese con temperature medie sopra i valori storici: l’ultimo mese con temperature in linea coi valori di riferimento (1991-2020) è stato aprile 2022.

Temperature medie giornaliere in Piemonte nel 2023: in rosso le giornate con temperature sopra la media, in blu valori sotto la media; in giallo è evidenziata l’area della variabilità media giornaliera

Il mese di marzo è stato perlopiù avaro di neve nei settori meridionali che hanno però beneficiato maggiormente delle nevicate abbondanti a cavallo del mese di febbraio e marzo, mentre sui settori settentrionali da metà mese si sono registrati frequenti episodi nevosi a ridosso delle creste di confine che hanno favorito un incremento degli spessori al suolo. Situazione intermedia per i settori occidentali rispetto agli altri due, con nevicate contenute all’ inizio e frequenti episodi lungo le creste da metà mese.

I quantitativi di neve fresca cumulati per il mese di marzo risultano comunque sotto la media del periodo e si registra una intensa diminuzione degli spessori di neve al suolo in tutti i settori, soprattutto nelle stazioni al di sotto dei 2000m di quota.

Nella successiva figura si mostra l’andamento della neve al suolo per una stazione significativa delle alpi marittime, con la rapida fusione del manto nevoso.

Andamento della neve al suolo HS (in blu) per la stazione nivometrica di Entraque Chiotas (CN) e confronto coi valori storici: l’area grigia rappresenta la variabilità del valore medio mentre gli estremi, superiore e inferiore, rappresentano i massimi e minimi giornalieri

A livello regionale si nota comunque un innevamento deficitario sulle Alpi piemontesi, con locali deficit più contenuti in alta Val Susa.

Deficit relativo agli spessori di neve al suolo (Hs) su alcune delle stazioni automatiche e manuali di Arpa Piemonte

A livello di SWE (snow water equivalent) le stime modellistiche effettuate su tutto il bacino del Po alla confluenza col Ticino, mostrano valori complessivi che, seppur migliori rispetto al 2022, permangono al di sotto della media del periodo, con un deficit stimato attorno al -50%.

Stima del SWE (snow water equivalent) sul bacino del Po chiuso alla sezione di Ponte Becca (PV) a valle della confluenza col Ticino

Le portate dei corsi d’acqua del reticolo idrografico principale e secondario permangono ovunque al disotto dei valori medi storici di riferimento. I deficit più significativi si registrano nel bacino del Sesia (-85%), del Tanaro (-73%) e anche lungo l’asta del Po dove si passa da oltre il -70% di Torino a oltre il -60% a valle a Isola S. Antonio.

Portate e deflussi medi mensili registrati in alcune sezioni più significative

All’idrometro di Isola Sant’Antonio, che rappresenta la chiusura dell’intero bacino piemontese del Po, la portata media di marzo, pari a 154 mc/s, in una classifica di portate mensili di marzo dal 1996 al 2022 per questa stazione, si posiziona al primo posto tra le più basse, seguita dal 2005 dove la portata media di marzo era stata pari a 158 mc/s.

Come si può notare dalla figura seguente, sottolinea Arpa Piemonte, è ormai da un anno che le portate medie mensili del Po nella sezione di chiusura del bacino piemontese, sono costantemente su valori inferiori a quelli minimi calcolati sul periodo di riferimento, con la sola piccola eccezione per i mesi di dicembre 2022 e gennaio 2023 che registrano portate di pochissimo più alte delle minime ma comunque bel al di sotto delle medie.

Portate medie mensili osservate all’idrometro del Po a Isola Sant’Antonio e confronto con i valori medi calcolati sugli anni di funzionamento delle stazioni

I valori di soggiacenza dei piezometri che attualmente forniscono dati in tempo reale, danno un’indicazione della tendenza del livello della falda nel rispettivo acquifero superficiale. I valori del livello piezometrico superiori al 75° percentile della naturale oscillazione stagionale evidenziano situazioni di maggiore criticità. La tabella seguente mostra i livelli di criticità negli ultimi 12 mesi.

Andamento della falda superficiale negli ultimi 12 mesi e confronto con i dati storici
Condividi