Alluvione in Emilia Romagna, Federbio: “serve un suolo sano, contributo da agricoltura biologica”

Federbio è intervenuta in un talk sulla cura del suolo in cui il Presidente ha riferito dell'importanza dell'agricoltura biologica in un mondo soggetto al cambiamento climatico

Si è discusso oggi in occasione del talk “La cura del suolo cura anche la siccità“, che si è svolto nell’ambito della “Festa del Bio di Roma“, organizzato da Cambia La Terra, il progetto di FederBio con Legambiente, Lipu, Medici per l’Ambiente, Slow Food e WWF con l’obiettivo di promuovere l’importanza della salute del suolo, l’evento ha messo in evidenza i diversi benefici di un terreno bio e la sua maggiore capacità di reazione ai fenomeni atmosferici avversi.

Il presidente di Federbio Grazia Mammuccini ha dichiarato”l’alluvione che ha colpito soprattutto l’Emilia Romagna ha messo in ginocchio buona parte dell’agricoltura di quei territori. Ma ancor prima, sono stati i lunghi mesi senza piogge a mettere a dura prova i terreni agricoli. Si è passati da una persistente condizione di ‘siccità severa‘ del Po al rischio di gravi esondazioni in Piemonte, con un aumento del livello del fiume di oltre un metro e mezzo in 24 ore. Troppa acqua in poco tempo da una parte, siccità dall’altra. Conseguenze meteorologiche opposte ma che secondo gli esperti hanno un comune denominatore: il cambiamento climatico

L’importanza dell’agricoltura biologica contro il cambiamento climatico

Il Presente di Federbio al talk-show ha inoltre dichiarato che: “due anni di siccità estrema in Pianura Padana hanno reso i campi poco permeabili, non in grado di assorbire le fitte precipitazioni degli ultimi giorni. Inoltre, a determinare una minore capacità di assorbimento da parte dei suoli, è la bassa fertilità naturale dei terreni: secondo le stime, la Pianura Padana ha percentuali di sostanza organica nel suolo attorno all’1%, un livello che la mette a rischio desertificazione”.

Nel talk-show è emerso inoltre che negli ultimi 30 anni, secondo i dati dell’Ispra, la disponibilità idrica nel nostro Paese è diminuita del 20%. Una riduzione dovuta non solo alla minore frequenza delle precipitazioni, ma anche all’incremento dell’evaporazione. Un calo che determina conseguenze prima di tutto per il settore agricolo, dunque, che si trova a dover gestire la produzione con una programmazione diversa dei raccolti, come ad esempio succede per il riso.

Il tema della fertilità dei suoli

Sono state settimane difficili per tutti, – ha aggiunto la Mammuccini abbiamo vissuto momenti di grande apprensione nel vedere le campagne di agricoltori e allevatori come noi completamente inondate e che in poche ore hanno perso il frutto di anni di lavoro. E, in un momento storico in cui gli effetti del cambiamento climatico sono evidenti e spesso tangibili con danni devastanti come in questo caso, è arrivato il tempo di utilizzare tutti i mezzi a disposizione per affrontare subito tali emergenze che ormai non sono più un fatto straordinario ma purtroppo sono diventate la normalità“.

L’agricoltura biologica, ha aggiunto il Presidente di Federbio, può dare un “contributo fondamentale. I terreni coltivati con metodo bio presentano, oltre alla capacità di assorbire carbonio e contrastare il cambiamento climatico, un’ottima capacità di assorbire e trattenere l’acqua. Questa maggiore capacità è dovuta a una più ampia presenza di materiale organico nel suolo che lo rende più sano e ricco di nutrienti. Serve un approccio agroecologico che investe sull’agrobiodiversità per individuare colture e varietà adatte ai diversi territori per ridurre così il consumo di acqua e che punti sulla gestione e sulla cura costante del territorio dal punto di vista idrogeologico”. Ma il punto centrale è affrontare il “tema della fertilità dei suoli – ha sottolineato Mammuccinidella capacità naturale dei terreni di assorbire l’acqua e di contrastare il cambiamento climatico oltre che a pensare a un sistema alimentare più sano, con un minor consumo di carne“.

Il biologico è più resiliente alle temperature alte

Infatti, più della metà della risorsa idrica va all’agricoltura e di questa una buona parte (oltre un terzo) viene impiegata per far crescere piante destinate all’alimentazione animale. Il Presidente di Federbio ha dichiarato che il biologico sta “già sperimentando una maggiore resilienza al cambiamento climatico. La presenza di materia organica, che nei campi bio va dal 2 al 3%, e una struttura del suolo più porosa aiuta infatti a mitigare gli effetti delle condizioni meteorologiche estreme, come siccità o piogge intense. Inoltre, un suolo sano è in grado di rilasciare gradualmente l’acqua alle piante, garantendo una migliore disponibilità idrica nel corso del tempo. Ma c’è anche la necessità di adattamento alle nuove temperature: l’agricoltura, che da sempre promuove la diversificazione delle colture, può aiutare ad adeguare le produzioni in base alle variazioni climatiche dei territori”.