Alluvione Romagna, esperto: “gravi ritardi sulla rimozione delle acque”

Il Prof. Lucio Ubertini esprime perplessità sulle tempistiche della rimozione delle acque dopo l'alluvione in Emilia Romagna

Le tempistiche per la rimozione delle acque in Emilia Romagna sono da considerarsi eccessive e sarebbe necessario approfondire con attenzione le cause di tali ritardi”. Così all’AGI Lucio Ubertini, già ordinario di Costruzioni Idrauliche dell’Università “La Sapienza” di Roma sul post-alluvione in Emilia Romagna. “L’idraulica è materia complessa – ha proseguito il Professore – e una situazione di disastro come quella dell’Emilia Romagna, va affrontata con prudenza di giudizio. Detto questo, vista anche la notevole competenza degli esperti della materia disponibili nella regione, sorge spontaneo chiedersi cosa abbia portato a tempi così prolungati che ora mettono a rischio anche la salute pubblica”.

Diversi possono essere i fattori che da soli, o più probabilmente in concomitanza tra loro hanno dato luogo a questa difficile situazione: “vi è certamente da considerare l’eccezionalità delle piogge – spiega il Professore – Ma anche a fronte di questo elemento permangono delle perplessità. Perplessità che possono appuntarsi su una possibile scarsa disponibilità di mezzi per la rimozione delle acque – il che sarebbe molto grave – o anche su un difficile coordinamento a livello di operatori coinvolti, o ancora sulla difficoltà di individuare i luoghi disponibili dove sversare l’acqua, oppure sulla mancanza di un forte e centralizzato indirizzo politico per far fronte all’emergenza”.

Ad ogni modo, continua Ubertini, quando finalmente si sarà riusciti a rimuovere tutta l’acqua, il primo intervento, dal punto di vista idraulico, dovrà essere diretto alla manutenzione in profondità del sistema di drenaggio dell’acqua. “Bisogna considerare l’Italia come un giardino da curare minuziosamente. E in questo contesto è essenziale – ha dichiarato Ubertini – ben prima di qualsiasi progetto a lunga scadenza su bacini di laminazione e affini, concentrarsi sulla manutenzione del sistema di drenaggio dell’acqua. Una manutenzione approfondita che faccia fronte non solo ai problemi derivanti dalla situazione presente, ma anche a questioni più risalenti. Una manutenzione, aggiungo, che dovrebbe riguardare l’intero sistema del sistema di drenaggio dell’acqua nazionale che è probabilmente il sistema idraulico più importante del Paese. Se non si interviene con la dovuta prontezza e attenzione, disastri come quello dell’Emilia Romagna sono destinati a ripetersi”.