Alluvione, Monterenzio esasperata: “Dopo un mese e mezzo tutto fermo”

Monterenzio è ancora diviso in due dalle frane dopo un mese e mezzo dall'alluvione. La cittadinanza in ginocchio, ormai esasperata

Un paese ancora diviso in due dalle frane dopo un mese e mezzo dall’alluvione, con la cittadinanza “in ginocchio che non sa che lavori verranno fatti e quando. Siamo veramente disperati”. A dirlo è Salvatore Carbonaro, presidente del Comitato alluvione e frane di Monterenzio, sull’Appennino bolognese, nato da pochi giorni e che conta ad oggi circa 300 persone (ma le adesioni stanno continuando). A nome del comitato, lo scorso 7 giugno Carbonaro ha inviato una lettera, indirizzata anche alla premier Giorgia Meloni e al ministro Matteo Salvini, per chiedere interventi urgenti sulle strade di Monterenzio.

Nella missiva, inviata pure al sindaco metropolitano di Bologna, Matteo Lepore, si chiede un incontro “entro sette giorni”. al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. “Se non ci rispondono valuteremo di andare in protesta davanti alla Regione”, avverte Carbonaro. A Monterenzio, del resto, “siamo veramente disperati- afferma il portavoce del gruppo- abbiamo creato questo comitato per raccogliere il malcontento dei cittadini. A distanza di un mese e mezzo non sappiamo ancora che lavori verranno fatti e quando. L’unica cosa che è stata fatta finora è un guado sul fiume per i mezzi di lavoro, però è crollato anche quello e ora lo stanno rifacendo. La cittadinanza è in ginocchio”.

Monterenzio divisa in due

Ieri sera proprio a Monterenzio si è svolto un incontro pubblico molto acceso col sindaco Ivan Mantovani. Doveva essere ospitato nell’aula del Consiglio comunale, troppo piccola però per l’afflusso massiccio di cittadini (circa 300 i presenti). E così tra le proteste l’incontro è stato spostato in piazza. In tanti hanno sfogato la loro frustrazione, riferisce chi ha partecipato, e sono volati anche diversi insulti. Proprio nei giorni scorsi, tra l’altro, Mantovani ha ricevuto minacce e aggressioni verbali.

“Abbiamo chiesto al sindaco di darci risposte– riferisce Carbonaro parlando alla ‘Dire’- ma al 90% delle domande ha risposto che è competenza della Città metropolitana e della Regione. A fronte dell’emergenza, però, potrebbe andare in deroga. E poi ci sono anche strade comunali che sono crollate. Su quelle si può intervenire”. Palazzo Malvezzi, presente col delegato Franco Cima, ha spiegato che sono stati stanziati 2,7 milioni di euro per la ripartenza dei Comuni danneggiati.

Per quanto riguarda Monterenzio in particolare sono stati affidati i lavori per il ripristino della strada provinciale, con una soluzione provvisoria che dovrebbe essere pronta a fine luglio. “Ma la progettazione non è neanche iniziata– afferma il comitato- i cittadini hanno bisogno di un intervento immediato. E ieri forse in Città metropolitana se ne sono resi conto davvero”. Per questo è stato chiesto di “realizzare due guadi- spiega Carbonaro- uno per i mezzi di lavoro e uno per i residenti”. Oggi infatti chi ha necessità di spostarsi e di raggiungere Bologna o altri Comuni della provincia, ad esempio per motivi di lavoro, attraversa il guado riservato agli operai prima che il cantiere inizi e dopo la sua chiusura serale.

“Ma non è chiaro se sia consentito”, sottolinea il presidente del comitato. Resta il fatto che il paese è tuttora diviso in due. “Nella parte a nord c’è tutto- afferma Carbonaro- in quella a sud non c’è nulla”. La Sp7, che tra l’altro conduce alla Futa e all’ospedale di Loiano, è interrotta nella parte bassa di Monterenzio, vicino alle piscine, e il guado servirebbe anche per raggiungere la zona delle scuole, che “per fortuna ora sono finite”. Per uscire dal paese o si imbocca la Valle del Sillaro e si arriva a Castel San Pietro oppure si va verso la Val di Zena. Ma anche quella strada è interrotta in alcuni punti.

“La mia casa è tra le due frane– spiega Carbonaro- ogni mattina quando esco non so che strada dovrò fare. Andiamo a lavorare con gli stivali in auto, ogni 50 metri c’è una frana. In questi minuti sta diluviando e non so come tornerò a casa”. Il presidente del comitato aggiunge: “Mi dispiace per le minacce al sindaco, va dato atto che in questo momento il suo è un ruolo difficile. Come fai, sbagli. Ma qualcosa bisogna comunque fare, le persone sono esasperate”

Dopodomani, giovedì 15 giugno, è in programma un altro incontro con la cittadinanza, questa volta nella sede della Bcc a San Benedetto del Querceto. Da dopo l’alluvione “tutti stanno dando una mano- sottolinea il presidente del comitato- i professionisti e le ditte locali sono pronte ad aiutare coi progetti. Ma ci dicano cosa vogliono fare e quando”.