Alluvione Romagna, le richieste dei sindaci al governo: “subito commissario e 100% ristori”

"Via libera al tavolo permanente per la ricostruzione” dopo l’incontro tra governo ed enti locali sull’emergenza alluvione in Emilia Romagna

Un impegno preciso del Governo rispetto al tema degli indennizzi; la nomina immediata del commissario alla ricostruzione, valorizzando la filiera istituzionale e facendo perno sulla Regione Emilia Romagna, esattamente come avvenuto per il terremoto del 2012; una scelta forte circa il riassetto del territorio rispetto a quanto accaduto e una nuova strategia contro il dissesto idrogeologico; un piano strategico per la vivibilità nelle aree di montagna, per evitare una pericolosa accentuazione dello spopolamento già in atto. Sono le richieste presentate al Governo, nell’incontro che si è tenuto oggi sull’alluvione in Romagna, dal Presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, dal Presidente della Provincia di Cesena-Forlì, Enzo Lattuca, dal sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, dal Presidente della Provincia di Rimini, Jamil Sadegholvaad, dal Presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, dal Presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni e dal sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini.

I provvedimenti legislativi e di protezione civile adottati nei giorni scorsi hanno dato un contributo importante alla gestione dell’emergenza, ma sono inseriti in una serie di misure parziali e insufficienti affidate ai singoli dicasteri – scrivono gli amministratori – rischiando così di perdere un criterio di gestione unitaria dell’emergenza. Solo a titolo di esempio, la sospensione generalizzata dei termini per i procedimenti amministrativi rischia di produrre effetti paradossali e bloccanti rispetto alla capacità finanziaria e operativa degli stessi enti locali”. Dopo la primissima fase di emergenza, “è ora assolutamente necessario” che il tavolo attivato per oggi diventi “la sede operativa di gestione dell’emergenza, garantendo un costante confronto istituzionale tra Governo, Regione ed Enti Locali“, rimarcano. Per quanto riguarda il riassetto del territorio rispetto a quanto accaduto e una nuova strategia contro il dissesto idrogeologico, gli amministratori specificano che per un piano di questo tipo “servono tassativamente poteri speciali che deroghino dai normali tempi autorizzativi per poter garantire efficacia e celerità del piano”.

“Via libera al tavolo permanente per la ricostruzione”

Il Presidente del Consiglio ha accolto la nostra richiesta di insediare un tavolo permanente per la ricostruzione, con il pieno coinvolgimento di tutte le istituzioni, Governo, Regioni, Province e Comuni. Ora però occorre entrare nel concreto delle azioni da mettere in campo: dobbiamo assicurare il pieno risarcimento a tutti i cittadini e alle imprese colpite e ricostruire il territorio con interventi di somma urgenza e investimenti per assicurare maggior sicurezza idraulica. Per questo serve subito il commissario per la ricostruzione con poteri e risorse straordinari che permetta di realizzare tempestivamente gli investimenti, o rischiamo di non dare risposte ai cittadini e alle imprese”. Lo dichiarano il Presidente della Provincia di Ravenna, Michele de Pascale, Presidente di UPI, e il Presidente della Provincia di Forlì Cesena, Enzo Lattuca, intervenendo al tavolo per l’emergenza alluvione.

I due sindaci hanno illustrato al Presidente Meloni e ai Ministri presenti, un documento siglato da tutti i Presidenti di Provincia e dal Sindaco Metropolitano dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione. “Il Presidente Meloni – hanno detto de Pascale e Lattuca al termine dell’incontro – ha risposto al nostro appello e ha utilizzato l’espressione ‘obiettivo cento per cento’ per quel che concerne gli indennizzi, chiedendo giustamente una puntuale ricognizione dei danni. Noi, anche se ancora in assenza dell’ammontare delle risorse a disposizione e della tempistica, facciamo pieno affidamento politico sul fatto di poter raggiungere insieme questo risultato”.

“Non abbiamo invece avuto risposte rispetto al tema della governance della struttura commissariale. Noi abbiamo ribadito la proposta di utilizzare il ‘modello’ Emilia 2012, con un sistema che faccia perno sulle Regioni e poi a cascata su Province e Comuni. Ormai tutte le proposte sono sul tavolo e il Governo ha il diritto, ma soprattutto il dovere, di decidere chi individuare, ma è prioritario che, qualunque sia la scelta, questa sia compiuta il prima possibile. Per quel che ci riguarda, noi garantiamo in ogni caso la nostra piena disponibilità a collaborare. È impensabile procedere alla enorme mole di opere idrauliche necessarie e alla riparazione delle strade e delle frane senza poteri, risorse e strutture speciali. La prossima settimana il tavolo tornerà a riunirsi: ci auguriamo che in questo incontro avremo risposte certe in tal senso“.

Una delle richieste fatte dagli amministratori emiliano romagnoli colpiti dall’alluvione nell’incontro con il governo è “la necessità di mantenere ancora elevata e attiva la presenza delle colonne mobili della Protezione Civile nelle zone più colpite al fine di ultimare le operazioni di primo ripristino”.

Lepore: “Musumeci coordinatore per l’alluvione”

Il Premier Giorgia Meloni ha indicato il Ministro Nello Musumeci come coordinatore di tutto il governo per l’alluvione, dicendoci che finché non verrà istituita una struttura commissariale ci potremo rivolgere al Ministro per ogni evenienza“. Lo ha detto il sindaco di Bologna e della Città metropolitana, Matteo Lepore, su Cantiere Bologna, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi. Meloni “ha anche detto che questa cabina di regia con i comuni e le province sarà permanente, quindi avremo modo di rivederci – ha aggiunto Lepore – poi ci sono stati gli interventi delle Regioni e delle province colpite e di alcuni Ministri che hanno replicato perché siamo entrati nel merito di alcune situazioni”. Tra le novità, anche la disponibilità del Governo “a mettere mano al decreto che è già stato approvato in sede di conversione parlamentare ad allargare le aree oggetto degli aiuti sulla parte fiscale, sui mutui e la cassa integrazione”, ha spiegato Lepore che auspica che la conversione parlamentare venga fatta con “una certa urgenza”.

“La questione che abbiamo sollevato noi sindaci riguarda i tempi. Non possiamo più aspettare – è l’appello di Lepore – Si comincia ad intravvedere un certo ritardo nella capacità di intervento. Tanto è stato capace lo Stato, e di questo ringraziamo il Governo, di intervenire nell’emergenza, tanto adesso si fa fatica un po’ a capire quali siano i punti di riferimento”. Lepore si è detto preoccupato soprattutto “per gli interventi di somma urgenza” che i Comuni stanno facendo per mettere in sicurezza le frane e riparare le strade. I Comuni “stanno anticipando dei soldi, che in molti casi non hanno – ha fatto notare – senza nessuna copertura normativa. Non sappiamo in buona sostanza se queste risorse saranno ristorate. Ci fidiamo dell’espressione politica che il Governo ha dato, perché cercherà di ristorare il più possibile. È chiaro però che quello che conta sono i decreti e le norme”, ha concluso.