Ambiente, l’attivista Shellenberger: “Per controllarci usano la trinità woke”

L'attivista: "Clima, razza, trans: è la nuova religione di una minoranza ricca e senza più scopi, che si impone ai giovani usando ecoansia, censura e miti apocalittici"

Michael Shellenberger, intervistato dal quotidiano “La Verità”, che riportiamo di seguito, propone la sua anilisi sul cambiamento climatico e tutto quello che sta comportando l’argomento di cui tanto si discute negli ultimi tempi. “Attivista ambientale di lungo corso, proclamato Eroe dell’ambiente da Time magazine, vincitore del Green book award 2008 e fondatore di Environmental progress, Michael Shellenberger avrebbe il pedigree perfetto per accodarsi al catastrofismo climatico in voga e invece resta, coraggiosamente, voce fuori dal coro che propone un’analisi lucida e profonda della crisi che attraversa l’Occidente, arrivando a concludere che stiamo assistendo al ribaltamento della cultura illuminista e giudaico-cristiana che ci vede tutti uguali davanti a Dio e alla legge.”

“Clima, razza e trans formano oggi la “santa trinità della sinistra, per la quale il woke è la nuova religione con cui tiene insieme lo spauracchio dell’apocalisse climatica, il proprio senso di superiorità morale e il transumanesimo che impianta uteri negli uomini e modifica il genere: è un’agenda piena di contraddizioni, poiché non fondata sulla verità. L’unico modo per imporla e impedire l’avanzata di un’alternativa politica di destra sarà ostacolare la libertà di
espressione.”

“Il cambiamento climatico è il mito apocalittico dominante da circa trent’anni, che perla gente ha sostituito quello dell’olocausto nucleare venuto meno con la fine della guerra fredda. Non è mai stato molto efficace perché fondato su uno scenario la carestia che è stato smentito dai fatti: abbiamo continuato a produrre sempre più cibo nonostante il riscaldamento climatico e le emissioni di carbonio perfino in zone come l’Africa subsahariana e l’Asia meridionale, grazie a fertilizzanti, sistemi di irrigazione e altre moderne tecniche agricole.

“Non c’è nessun rischio di un’apocalisse sebbene le provino tutte per farcelo credere, ad esempio collegando le piogge tropicali con le correnti del golfo. Sono solo mezzi con cui le élites cercano di controllare le persone per interessi economici e per rafforzare il proprio potere politico sui Paesi in via di sviluppo, dall’America Latina all’Africa, dove Usa e Ue vogliono dominare la produzione alimentare ed energetica.Le nuove generazioni sono le prime a cascarci: in Italia si susseguono le dimostrazioni di giovani attivisti climatici ai danni di monumenti. Come spiegargli che non c’è motivo di fare le vittime?”

“Quando parlo ai miei figli o agli studenti chiedo loro di ricordare com’era la vita dei loro nonni e di confrontarla con la nostra. E gli rammento che nel mondo due miliardi di persone ancora oggi usano la legna come primaria fonte di energia. La battaglia per il clima e il passatempo di una minoranza ricca e secolarizzata rimasta senza scopi, che si crede l’eroina che salverà il mondo dal “male” dei combustibili fossili e ha venduto questa immagine ai giovani. Ma la realtà è ben diversa: rendere costosa l’energia è un errore terribile che condannerà poveri e anziani. Quindi dico: comportatevi da adulti e piantatela: se davvero volete ridurre le emissioni, puntate sul nucleare.”

“Mi sono trovato a dover difendere il primo emendamento dai democratici, che ci hanno interrogato come “colpevoli di aver denunciato la censura in atto. Che a loro non basta: sono convinti che chi, come me, critica l’emergenzialismo climatico debba es sere oscurato ancora di più sui social media. Ma senza libertà di parola non c’è democrazia, progresso, scienza. La sinistra, ora ostaggio dell’ideologia woke, è sempre cosi preoccupata che qualcuno sia offeso o traumatizzato da togliere la facoltà di parlare liberamente: questa è la strada.”