Confermato un caso di febbre Dengue nel Torinese

Una persona rientrata a Moncalieri (Torino) dal Sudamerica ha contratto la febbre Dengue: il paziente non è ricoverato

Gli esami clinici hanno confermato il caso di febbre Dengue da cui è rimasta colpita una persona rientrata a Moncalieri (Torino) dal Sudamerica. Nel frattempo si sono concluse a Moncalieri le operazioni preventive contro la diffusione della febbre previste dal protocollo e avviate dopo l’ordinanza firmata dal sindaco Paolo Montagna. Il paziente “sta bene – è l’aggiornamento diffuso dal primo cittadino di Moncalieri – non è ricoverato né ci sono rilievi particolare sul suo stato di salute“.

I tecnici di Ipla (Istituto per le piante da legno e l’ambiente), coadiuvati dalla Polizia Locale, hanno comunque individuato e rimosso i focolai della zanzara tigre compresi nell’area considerata potenzialmente a rischio. Concluso il trattamento, “prosegue in ogni caso il monitoraggio e il lavoro comune di tutti gli enti e istituzioni coinvolti. Ma la situazione è sotto controllo. Resta viva la raccomandazione, come previsto dall’ordinanza – aggiunge il sindaco -, di attendere 15 giorni prima di consumare frutta e verdura che siano state coltivate nella zona di trattamento, lavando abbondantemente e sbucciando la frutta prima dell’uso“.

Dal virologo Giovanni Di Perri, ordinario di Malattie Infettive all’Università di Torino, l’invito a non creare allarmismi: “abbiamo casi di Dengue almeno una decina di volte all’anno. Il più delle volte sono di rilievo ambulatoriale e non c’è neppure bisogno del ricovero“, come nel caso del paziente di Moncalieri. “In oltre il 90% dei casi infatti la Dengue resta nella forma di malattia simil-influenzale. Solo in rari casi si presenta nella forma emorragica, che può essere grave”. Quindi l’ultimo caso ha buone possibilità di restare isolato e non creare contagi. “Una cosa da far sapere – aggiunge Di Perri – è che la zanzara vettore in grado di trasmettere la Dengue morde di giorno, non di sera o nella notte”.