Malattie infettive: preoccupa il picco negli Stati Uniti del metapneumovirus

Si è registrato in questi giorni un picco di metapneumovirus, un agente patogeno che colpisce le vie respiratorie dei più piccoli, degli anziani e di chi ha un sistema immunitario compromesso

Il metapneumovirus, è un agente patogeno, registrato volta nel 2001 in Olanda per la prima volta. Fa parte della famiglia La sua struttura è a RNA e fa parte della famiglia dei paramyxovirus. Il virus rientra tra le principali cause d’infezioni gravi delle vie respiratorie, in particolar modo nei bambini. Il virus si diffonde solitamente sia in inverno sia in primavera, e intacca il tratto respiratorio superiore, con una significativa congestione nasale, fiato corto, respiro difficoltoso e sibilante, e inoltre vi è la febbre.

Nonostante non sia di grave entità, il metapneumovirs può ledere la salute dei più piccoli. I più vulnerabili a questo virus, oltre ai minori, sono gli degli anziani e dei soggetti che hanno un sistema immunitario compromesso. Può, inoltre, essere causa nei suddetti soggetti di bronchiolite o polmonite. Il virus ha di norma una durata da tre a sette giorni, a seconda della gravità e la trasmissione avviene tramite particelle sospese nell’aria che scaturiscono da colpi di tosse o starnuti, oppure attraverso il contatto diretto con la persona infetta o con oggetti contaminati e toccando in seguito la bocca, il naso o gli occhi.

Il picco di infezione da metapneumovirus  negli USA

Talvolta si presenta in maniera asintomatica, rappresentando il 38% delle infezioni umane. Gli esperti pensano che sia passato dagli uccelli agli esseri umani ed è la seconda causa più comune d’infezioni respiratorie nei bambini dopo l’RSV. I Centres for Diseas Control and Prevention hanno segnalato negli ultimi giorni un aumento di casi da metapneumovirus negli USA. Infatti, secondo quanto si apprende, già a metà marzo circa l’11% dei campioni testati aveva contratto il virus, un valore superiore del 36% rispetto al picco stagionale pre-Covid. Secondo uno studio del 2020 su Lancet Global Helath si è stimato che i bambini al di sotto del 5 anni, nel 2018, che hanno contratto il virus siano circa 14 milioni, con 600.000 ricoveri e più di 16.000 morti.

Secondo gli addetti ai lavori questa diffusione è direttamente dovuta ai lockdown e all’uso prolungato delle mascherine che ha portato a un indebolimento del sistema immunitario, il quale ora non è abituato a interfacciarsi con i consueti virus e non riesce a gestire le esposizioni future. Al riguardo a Fortune il dottore Georges Benjamin, direttore esecutivo dell’American Public Health Association dichiara sul metapneumovirus che è un agente patogeno probabilmente molto più comune di quanto sappiamo. Il suo picco è dovuto al fatto che si stanno testando le persone per le malattie respiratorie post-Covid e RSV.

L’infezione da metapneumovirus stimola nell’organismo una protezione immunitaria debole e incompleta, provocando nei soggetti una recidiva di infezione. Allo stato attuale delle cose non vi è un vaccino che blocca il virus e l’unica cura è un trattamento terapeutico che facilita la respirazione. Lì dove la respirazione è compromessa, i pazienti sono ricoverati in terapia intensiva. Nei prossimi giorni si analizzerà l’andamento dalla situazione negli Stati Uniti, circa la diffusione del virus e l’entità del contagio.