La guerra in Ucraina, e il cambio di passo geopolitico che ne è derivato, “ci ha fatto comprendere la nostra dipendenza energetica e non ce lo aspettavamo“. Lo ha detto il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo questo pomeriggio al Forum Masseria. “Tutti pensavamo che il gas si potesse comprare ‘allo sportello’, il gas veniva acquistato quotidianamente sul mercato spot”, ha ricordato Pichetto, che ha sottolineato come anche nel settore dei microchip “ci siamo accorti che c’erano solo due produttori nel mondo”, una realtà che ha avuto pesanti ricadute sul mercato dell’auto quando si è aperta una crisi con il blocco della produzione di microchip.
Sul gas, ha proseguito il Ministro, “di colpo ci siamo accorti che con la guerra avevamo 30 miliardi di metri cubi di gas, quasi il 40% del gas che serviva al nostro Paese – che poi corrisponde al 50% dell’energia elettrica”. “Se non ci fossero stati gli accordi con l’Algeria avremmo dovuto spegnere tutto, anche i frigoriferi, per un’ora al giorno”, ha ricordato ancora Pichetto, che ha evidenziato come “abbiamo avuto la fortuna di avere il Tap che ci ha permesso di salvarci”.
Pichetto: “nucleare soluzione per aumento della domanda di energia”
Per rispondere alla crescita della domanda energetica la vera soluzione è quella rappresentata dal nucleare, ha aggiunto ancora Pichetto. “Il gas è il fossile di transizione al 2050, devono crescere geotermico, fotovoltaico e idroelettrico. Possiamo fare tutto quello che facciamo con l’eolico e il fotovoltaico ma la crescita della domanda futura ci porta a dire che la soluzione è solo il nucleare e in Italia il Parlamento ha fatto una scelta”, ha sottolineato il Ministro conversando con Bruno Vespa. Sul presente, Pichetto ha evidenziato che “è chiaro che dobbiamo salire con le rinnovabili e scendere con il fossile”.


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